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L'INTERVISTA

Terrorismo nero, l’indagata modenese: «Mi parevano brave persone»

Terrorismo nero, l’indagata modenese: «Mi parevano brave persone»

La 43enne: «Presentati da amici, ci sentivano su Facebook e al telefono. Poi ho chiuso con tutti»

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Dice di essere estranea a trame eversive, di non saper niente di bombe e complotti per uccidere. Ripete che conosceva solo telefonicamente o su Facebook certe persone. Spiega che è sì indagata ma la sua posizione è minima. Gliel’ha garantito anche il suo difensore, un avvocato nominato d’ufficio a L’Aquila. Soprattutto, è molto agitata. Ieri pomeriggio M.M., 43 anni, si trovava a casa con la madre. Una villetta come tante nel paese di Maranello.

Stanotte è stata perquisita?

«Stanotte alle 3 sono venuti i carabinieri e hanno controllato tutta la casa. Sapete con cosa se ne sono andati? Con il mio telefonino. Hanno detto che devono controllarlo. Niente altro».

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Inutile provare a spiegare che i Ros dei carabinieri hanno trovato elementi che giudicano «interessanti», anche se non centrali per l’indagine. D’altra parte, dalla Procura de L’Aquila M.M. è reputata una figura di secondo livello, una dell’ «ultima cerchia», quella che serve a tenere contati, a fare proseliti, a reclutare.

«Io questa gente l’ho conosciuta su Facebook tramite amicizie. Non li conoscevo personalmente».

Però che il Duce le piaccia parecchio si capisce bene dal suo profilo Facebook. E quasi tutti i suoi amici postano foto di Mussolini o di Hitler oltre che a foto commemorative della dittatura.

«Ho capito, ma io non sapevo bene. Non ho mai nascosto la mia simpatia per il Duce. La mia è un’opinione. Ma io cosa c’entro con il terrorismo? Questa gente non la conosco».

È sicura? Perché risulta che lei avesse contatti telefonici con alcuni degli indagati.

«Le telefonate ci sono state ma parlavamo di cose diverse, saluti personali. Ci siamo sentiti per quattro mesi poi ho chiuso questi contatti quando ho capito che potevano essere pericolosi».

E quando vi sentivate cosa pensava di loro?

«Che fossero brave persone. Ho chiuso con loro al telefono ma anche su Facebook».

Perché dice che è estranea alle indagini? Lei è indagata.

«Me l’ha garantito il mio avvocato. Non so niente di più. Io non c’entro niente con quelli che parlavano di armi e cose del genere».

Chi le ha presentato questo giro?

«Degli amici. Io vivo qui a Maranello e ci sono altre persone che li conoscono».

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