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Muzzarelli: «Modena, guarda avanti e liberati del torcicollo»

di Davide Berti
Muzzarelli: «Modena, guarda avanti e liberati del torcicollo»

«Si va con fiducia verso il futuro solo se si smetterà di pensare al passato» «Il 2015 sarà un anno difficile. Chi ha di più dovrà dare anche per chi ha meno»

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Sei mesi di mandato, primo bilancio da chiudere, un anno alle porte che sarà molto più complicato di quello che stiamo per concludere. E Gian Carlo Muzzarelli lo sa.

Lo sa quando esordisce dicendo che per lui «l’arte è anche quella dei nostri prodotti tipici», in risposta alle polemiche sulle dimissioni di Marco Pierini dall direzione della Galleria Civica.

Lo sa quando nel fare i conti del bilancio che verrà si dice «arrabbiato nel dovere restituire soldi a Roma quando c’è chi non è virtuoso e gode di altri privilegi».

Lo sa quando sostiene che «Modena non vuole soffrire di cervicale, come quelli che hanno il collo girato indietro, al passato, e sono incapaci di guardare avanti». Lo ripeterà diverse volte, riferendosi a chi in questi anni si è opposto a diversi progetti - su tutti Italia Nostra - nel corso dell’intervista di fine anno con la stampa modenese, tradizionale appuntamento per “tirare una riga” e concentrarsi su ciò che verrà.

Già, cosa verrà? Muzzarelli guarda il bicchiere mezzo pieno, gioca la carta degli investimenti, non nasconde ma promuove la vendita di azioni Hera «faremo il possibile per trovare soluzioni idonee a farle rimanere sul nostro territorio». Come dire, “cara Fondazione Cassa di Risparmio, se ci sei, anche questa volta, batti un colpo”. E lo batterà nell’anno del rinnovo delle cariche.

Dribbla sugli introiti dalle multe «non ho firmato nessun accordo con la polizia municipale su quanto incassare, dico solo di garantire sicurezza sulle strade», mette sul piatto per incassare anche la proprietà delle Farmacie Comunali, in provincia venderà la Caserma Fanti. E aumenterà le tasse, inutile negarlo, sorvolando sul come potranno arrivare soldi nelle casse del Comune: «Chi ha di più darà di più», in una logica di equita sociale.

Tutto questo in un crescendo rossiniano che lo porta ad alzare i toni due volte. Prima quando puntualizza, parlando di sanità e della situazione di stallo che si sta vivendo alla facoltà di Medicina, che «se qualcuno pensa di avere idee per depotenziare l’università e la sanità modenese si sbaglia.

Poi, all’apice della sua testuale «incazzatura», quando torna sulle dimissioni di Pierini sostenendo che «in due occasioni Pierini ha rifiutato di parlare col sindaco e quando ha accettato di farlo con due assessori, uno si è sentito dire che o si faceva come diceva lui, o gli davamo una liquidazione, altrimenti ci avrebbe sputtanato in tutto il mondo. È quello che sta facendo. Ma tutti parlano del nulla, perché il progetto sulla Palazzina Vigarani, che si farà, è un progetto in evoluzione, ancora non esiste. E allora di cosa parla che non ci ha nemmeno voluto ascoltare?».

Muzzarelli sa stare al centro della scena quando risponde per le rime convocando per il 22 gennaio il prg della cultura, quel “piano regolatore” che speriamo non si trasformi negli “stati generali” di chi lo ha preceduto: «Ci confronteremo perché questa, insieme all’Expo, sarà la sfida del 2015: lo sviluppo culturale della città, le associazioni, il completamento del comparto ex Amcm con un progetto che metta al centro il talento, il Sant’Agostino che parte coi lavori, il rilancio della Galleria Estense. È ora di agire». L’effetto Modena di oggi, usando un titolo di qualche anno fa, è questo.

È un Muzzarelli anche teatrale quando impugnando un libro sulla storia del Duomo ricorda come la cattedrale fu liberata permettendo di poterla ammirare lungo tutto il perimetro: «Ci vuole lo stesso coraggio di quelle persone, un coraggio che i modenesi hanno e devono rimettere in pratica, non può più passare tutto sull’asse della depressione», riferendosi a quelli che chiamerà «i soliti noti della cervicale».

E sempre a loro si rivolge quando anticipa che gennaio sarà il mese del nuovo regolamento per il centro storico sull’utilizzo di piazza Grande e corso Duomo: «Ci sarà qualche restrizione, ma sarà un luogo più impreziosito anche in vista dell’Expo».

È anche un Muzzarelli preoccupato. Prima sulla disoccupazione: «Non possiamo permetterci un tasso dell’8,6 per cento».

Poi sull’accoglienza: «Modena è una città che non deve perdere di vista nessuno in un contesto di difficoltà così marcato come quello che stiamo vivendo».

Anche sui chioschi: «Stiamo aspettando i tempi della Procura ma il problema ,lo voglio risolvere».

Infine sui tagli previsti che arriveranno dalla nuova Regione: «Se le cifre sono quelle che dicono, con 500 milioni di euro in meno, io che conosco bene il bilancio dell’Emilia Romagna dico che è assolutamente una sfida inaffrontabile».

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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