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Moschea, un sondaggio: la maggioranza è a favore

Moschea, un sondaggio: la maggioranza è a favore

Il risultato emerge da un’indagine della ex giunta Caselli e mai pubblicizzato Sulla sicurezza la percezione è positiva nonostante il problema dello spaccio

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Una percezione generale della sicurezza in città migliore. Ma un aumento molto forte dei problemi percepiti nei quartieri, nessun calo degli eventi criminali predatori, un leggero peggioramento nello spaccio di droga.

E soprattutto, un miglioramento nella percezione del ruolo e presenza degli immigrati in città, compreso il dato di tre sassolesi su quattro favorevoli a una moschea. Ecco il sondaggio inedito sulla sicurezza del 2012, commissionato dall'amministrazione Caselli e mai pubblicato. Come era già accaduto per diversi anni con la giunta Pattuzzi, che svolgeva praticamente ogni 12 mesi un sondaggio sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini, anche il sindaco del periodo 2009-2014 Luca Caselli, fece fare la stessa indagine, nel 2012 (variando leggermente le domande). È l'ultimo effettuato fino ad oggi sulla situazione della città. Ma a differenza delle precedenti, questa ricerca non fu mai oggetto di convegni e non finì sul sito comunale come invece era accaduto per le altre. Forse non venne ritenuta utile se non per uso interno, forse non andava completamente nella direzione voluta da una giunta che sulla sicurezza aveva puntato moltissimo.

Con il sondaggio, commissionato al Medec, Centro demoscopico metropolitano di Bologna. Dopo quattro anni di cui tre di “cura Caselli” (ultimo sondaggio di Pattuzzi, fine 2008) si volevano vedere gli effetti sulla sicurezza percepita in città. Il primo dato è molto buono: sicurezza percepita a Sassuolo 59,8 per cento positivo, contro il 47,2 per cento di quattro anni prima. Il lavoro di animazione, ripopolamento e valorizzazione del centro cittadino sembra quindi aver convinto i sassolesi.

Entrando nel dettaglio però, le cose cambiano: i cittadini appaiono convinti della sicurezza generale della città, ma se vai a chiedergli del loro quartiere il dato si inverte immediatamente. Il 72 per cento mediamente (senza distinzione del tipo di quartiere) considera grave, nel 2012, la situazione dove abita, un dato che stride con il 29 per cento di quattro anni prima. I motivi di questa situazione difficile percepita sotto casa: il primo, la continuità di atti vandalici, voce predominante sia sotto la giunta Pattuzzi che Caselli (con un aumento elevato, da 29 a 54 per cento). Il problema della droga: lo spaccio risulta evidente per il 30,6 per cento dei cittadini con Caselli nel 2012, per il 28 per cento con Pattuzzi nel 2008. Peggiora molto anche l'indice di “vittimizzazione”: la percentuale di persone che dichiarano di essere state colpite da un reato di qualunque tipo, con Pattuzzi era l'11, con Caselli il 20,6 per cento.

Non si vede, a quattro anni di distanza, un miglioramento nei reati predatori: furti di oggetti, furti in auto, furti in appartamento, scippi, rapine e borseggi, restano più o meno sullo stesso livello, nonostante il “giro di vite” sulla sicurezza. Ma è sugli effetti dell'immigrazione che la giunta di centro-destra nel 2012 si è trovata dati forse sorprendenti. La domanda “l'aumento dell'immigrazione favorisce la criminalità?” trova d'accordo il 4 per cento in meno rispetto al periodo Pattuzzi; la domanda “nelle graduatorie pubbliche i sassolesi dovrebbero avere la precedenza?”, trova d'accordo il 59 per cento contro il 65 dell'era Pattuzzi; e soprattutto la domanda “è giusto che gli immigrati possano avere i loro luoghi di culto?” trova favorevoli oltre il 75 per cento dei sassolesi contro il solo 53 per cento del periodo Pattuzzi.

Un sondaggio non sufficientemente in linea con le scelte amministrative, buono per analizzare e riflettere, non per diventare un documento pubblico. Fino ad oggi. Sicuramente varrà la pena riflettere sull’esito del documento, se non altro per capire meglio le questioni sul tavolo.

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