Neonatologia torna al Policlinico
Riapre il reparto del settimo piano chiuso dopo il terremoto, di nuovo in sede 155 professionisti
«Battere il terremoto». Centocinquantacinque professionisti del Policlinico sono tornati nelle sedi in cui hanno operato fino al 19 maggio 2012. Il reparto di Neonatologia è rientrato al settimo piano dell'ospedale di via del Pozzo, le sale operatorie di Ostetricia e Ginecologia al sesto. Sono terminati così i giorni in cui medici, infermieri e ostetriche compivano un lavoro più intenso. «Avevamo una sala parti d'emergenza al secondo piano e una al sesto - ha raccontato il dottor Fabio Facchinetti, direttore di Ostetricia e Ginecologia - c'erano operatori che si facevano le scala di corsa. Eppure abbiamo superato brillantemente l'audit regionale, confermandoci tra i più importanti della Regione». Risultati importanti anche in Neonatologia: il reparto è in testa tra tutti quelli regionali per il numero di neonati accolti con massa inferiore al chilo e mezzo. Solo l'ospedale Sant'Orsola di Bologna condivide, con l'omologo reparto, il primato del Policlinico. «I nostri bambini sono i più fragili - ha ricordato il dottor Fabrizio Ferrari, direttore di Neonatologia (nella foto a destra) - perché a loro è richiesto di stare con noi parecchie settimane, se non mesi. Avremo anche più letti: siamo tornati a venti (prima erano quattordici), di cui otto di terapia intensiva vera e propria.
Adesso le stanze non hanno più di tre o quattro letti, mentre prima c'era un'unica stanza, come un open space. C'è stato anche un ammodernamento». Sono stati recuperati pienamente 600 mq nel reparto di Neonatologia e 630 mq nelle sale di Ostetricia e Ginecologia. «I reparti sono un po' migliorati - ha aggiunto la dottoressa Licia Petropulacos, direttore generale del Policlinico - soprattutto nella parte della procreazione medico-assistita. Ci sarà anche una sala dedicata ai genitori». Nel primo ambito è previsto l'avvio in futuro della fecondazione eterologa a pieno regime. Inoltre, la nuova sistemazione ha permesso il recupero dei quarantaquattro posti di degenza ordinaria già in vigore prima del sisma.
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Due sale travaglio-parto sono dedicate alla nascita naturale. Sono state collocate all'interno del blocco operatorio. «Le dinamiche della riorganizzazione sono veramente complesse - ha spiegato il dottor Anselmo Campagna, direttore sanitario del Policlinico - solo grazie a tanta dedizione siamo riusciti a trovare compromessi accettabili con il livello di rischio più ridotto possibile. Ci sono progetti con l'area di Anestesia e Rianimazione, già attivi quelli per la tutela delle donne contro la violenza e minori». Nei primi dieci mesi dell'anno i parti al Punto Nascita di Modena sono stati 2.403: il 47% della provincia, con un calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Sono stati 970 circa gli interventi chirurgici ginecologici, di cui il 40% oncologici. «Grazie alle migliaia di cittadini - ha ribadito l'assessore alla Sanità, Giuliana Urbelli - che hanno avuto accesso al reparto in una situazione fuori dalla normalità». «L'esempio trascina tutti - ha concluso il dottor Paolo Paolucci, direttore del Dipartimento Materno Infantile - anche più delle parole. Abbiamo battuto il terremoto».
LE ALTRE TAPPE. L'inaugurazione di ieri è solo un tassello di un puzzle da terminare. Nel 2015 sono in programma nuove riaperture. «Dovremo avere la consegna di altri reparti - ha garantito il dottor Campagna - il nuovo Centro Trapianti, grazie a un benefattore, e il nuovo reparto di Chirurgia della mano. I due saranno nel Corpo C, le date sono da confermare. C'è l'ultima parte di Radiologia da completare. Infine, il recupero al quarto piano di Endoscopia digestiva».
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I reparti ieri re-inaugurati potrebbero presto spostarsi. «Abbiamo ottenuto 16 milioni di finanziamento - ha concluso la dottoressa Petropulacos - ne mancano dieci per il Dipartimento Materno infantile. Se valutato positivamente, sarà già impostato il progetto preliminare per la gara, su cui partiremo con le procedure. Prevediamo due anni circa per la realizzazione».
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