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EXPO 2015

Sarà Bottura il designer della “Palazzina” del gusto

Sarà Bottura il designer della “Palazzina” del gusto

L’assessore Cavazza invita ad evitare i pregiudizi: «Il progetto ancora non c’è» Intanto la vicenda sta facendo il giro del mondo: un articolo anche sul Guardian

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 Il Salone del gusto in salsa modenese? Ancora non c'è, è solo un titolo come ammette la stessa amministrazione. Servirà ancora un mese per definire nei minimi particolari cosa fare all'interno e all'esterno della Palazzina dei giardini. «Progetto che unisce cultura ed enogastronomia», definisce il sindaco Muzzarelli il progetto che per 6 mesi sfratta la Galleria civica dalla sua seconda storica sede. Ma tutto è ancora nella mente del designato direttore artistico, lo chef pluristellato Massimo Bottura e del cda del Palatipico che ha fortemente voluto questo luogo per le sue attività legate all'Expo di Milano da maggio a ottobre del prossimo anno. Questo progetto - già accusato di essere la "solita" idea di stand di gnocco fritto e aceto balsamico - ne deve fare di strada e solo allora potrà essere giudicato, essendo appunto in alto mare.

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Lo dice il vicesindaco e assessore alla cultura Gianpiero Cavazza: «Entro la fine di gennaio definiremo esattamente come sarà il progetto. Le mostre annunciate? Le faremo, ci sono dei contratti già firmati con la Civica che è l'ente organizzatore e stiamo svolgendo le verifiche tecniche in alcuni luoghi per capire se sono idonei ad ospitare mostre». Quali luoghi siano ancora ufficialmente non si sa, ma pare proprio che uno di essi possa essere il complesso di San Paolo, in pieno centro, presso il quale si è appena concluso un restauro milionario. Il sindaco nei fatti ha contestato all'ex direttore Pierini di "ricattare" l'amministrazione comunale mettendo sul piatto o l'abbandono del progetto Expo alla Palazzina o le dimissioni, anche se il primo cittadino senza mezzi termini ha parlato della richiesta di una "forte liquidazione" da parte dell'ex direttore. Contattato, Pierini preferisce non rispondere e dice di riservarsi tempo per riflettere su quanto detto dal sindaco. Ma certo la vicenda sta facendo il giro del mondo della cultura. Ne ha parlato anche il quotidiano britannico "The Guardian". Sempre due giorni fa a difesa di Pierini anche un intervento su "Repubblica" e se n'è occupato anche la rivista di settore "Il Giornale dell'Arte" mentre ieri si è parlato del tema alla trasmissione di Radio 3 Fahrenheit con il docente modenese Alberto Bertoni, il presidente di Italia Nostra Modena Giovanni Losavio e l'ex direttore generale del ministero dei beni culturali Mario Resca.

Il tema delle mostre della Palazzina dei giardini, annunciate da Pierini a novembre meritano però un capitolo a parte. Il sindaco assicura che «Le faremo, la prima dedicata agli artisti polacchi magari la facciamo a Palazzo municipale e allora penso che anche i polacchi ci ringrazieranno». Muzzarelli ieri ha anche accennato al fatto che l'ormai ex direttore non gli avrebbe comunicato il programma presentato alla stampa: il sindaco non ne sapeva nulla, certo, ma il programma una volta ideato Pierini prima di renderlo noto lo ha illustrato all'assessore alla cultura e al dirigente del Comune Giulia Severi, ossia i diretti superiori del direttore del museo. Ancora dunque non si sa che fine faranno le rassegne presentate per la Palazzina, già luogo di svago del duca e serre ducali, da trentuno anni sede di mostre legate alla Civica. Non a caso il sito della Galleria civica del Comune parla della Palazzina come «Prestigiosa e ormai internazionalmente riconosciuta sede espositiva». Senza dimenticare che pochi anni fa l'edificio è stato sottoposto a lungo restauro. «Il restauro della facciata, spiegò l'ex assessore ai lavori pubblici Roberto Guerzoni, è solo la prima parte di un intervento complessivo che ha visto un investimento da parte del Comune di 550 mila euro, di cui più di 260 mila solo per la facciata». Cambiata la strategia? Legittimo, ma sarebbe stato forse il caso di discuterne magari nel Piano regolatore della cultura annunciato dal sindaco.

Non è un mistero, inoltre, che esponenti del Comune avrebbero preferito su questo tema passi più felpati. Il Salone del gusto in salsa modenese? Ancora non c'è, è solo un titolo come ammette la stessa amministrazione. Servirà ancora un mese per definire nei minimi particolari cosa fare all'interno e all'esterno della Palazzina dei giardini. «Progetto che unisce cultura ed enogastronomia», definisce il sindaco Muzzarelli il progetto che per 6 mesi sfratta la Galleria civica dalla sua seconda storica sede. Ma tutto è ancora nella mente del designato direttore artistico, lo chef pluristellato Massimo Bottura e del cda del Palatipico che ha fortemente voluto questo luogo per le sue attività legate all'Expo di Milano da maggio a ottobre del prossimo anno. Questo progetto - già accusato di essere la "solita" idea di stand di gnocco fritto e aceto balsamico - ne deve fare di strada e solo allora potrà essere giudicato, essendo appunto in alto mare.

Lo dice il vicesindaco e assessore alla cultura Gianpiero Cavazza: «Entro la fine di gennaio definiremo esattamente come sarà il progetto. Le mostre annunciate? Le faremo, ci sono dei contratti già firmati con la Civica che è l'ente organizzatore e stiamo svolgendo le verifiche tecniche in alcuni luoghi per capire se sono idonei ad ospitare mostre». Quali luoghi siano ancora ufficialmente non si sa, ma pare proprio che uno di essi possa essere il complesso di San Paolo, in pieno centro, presso il quale si è appena concluso un restauro milionario. Il sindaco nei fatti ha contestato all'ex direttore Pierini di "ricattare" l'amministrazione comunale mettendo sul piatto o l'abbandono del progetto Expo alla Palazzina o le dimissioni, anche se il primo cittadino senza mezzi termini ha parlato della richiesta di una "forte liquidazione" da parte dell'ex direttore.

Contattato, Pierini preferisce non rispondere e dice di riservarsi tempo per riflettere su quanto detto dal sindaco. Ma certo la vicenda sta facendo il giro del mondo della cultura. Ne ha parlato anche il quotidiano britannico "The Guardian". Sempre due giorni fa a difesa di Pierini anche un intervento su "Repubblica" e se n'è occupato anche la rivista di settore "Il Giornale dell'Arte" mentre ieri si è parlato del tema alla trasmissione di Radio 3 Fahrenheit con il docente modenese Alberto Bertoni, il presidente di Italia Nostra Modena Giovanni Losavio e l'ex direttore generale del ministero dei beni culturali Mario Resca. Il tema delle mostre della Palazzina dei giardini, annunciate da Pierini a novembre meritano però un capitolo a parte. Il sindaco assicura che «Le faremo, la prima dedicata agli artisti polacchi magari la facciamo a Palazzo municipale e allora penso che anche i polacchi ci ringrazieranno». Muzzarelli ieri ha anche accennato al fatto che l'ormai ex direttore non gli avrebbe comunicato il programma presentato alla stampa: il sindaco non ne sapeva nulla, certo, ma il programma una volta ideato Pierini prima di renderlo noto lo ha illustrato all'assessore alla cultura e al dirigente del Comune Giulia Severi, ossia i diretti superiori del direttore del museo. Ancora dunque non si sa che fine faranno le rassegne presentate per la Palazzina, già luogo di svago del duca e serre ducali, da trentuno anni sede di mostre legate alla Civica. Non a caso il sito della Galleria civica del Comune parla della Palazzina come «Prestigiosa e ormai internazionalmente riconosciuta sede espositiva». Senza dimenticare che pochi anni fa l'edificio è stato sottoposto a lungo restauro. «Il restauro della facciata, spiegò l'ex assessore ai lavori pubblici Roberto Guerzoni, è solo la prima parte di un intervento complessivo che ha visto un investimento da parte del Comune di 550 mila euro, di cui più di 260 mila solo per la facciata». Cambiata la strategia? Legittimo, ma sarebbe stato forse il caso di discuterne magari nel Piano regolatore della cultura annunciato dal sindaco. Non è un mistero, inoltre, che esponenti del Comune avrebbero preferito su questo tema passi più felpati.

PETIZIONE VIA INTERNET Superava ieri sera le 1000 adesioni la petizione "I Musei non si toccano - salviamo la Palazzina dei giardini di Modena", nata a seguito sulla omonima pagina facebook che ha già collezionato in poche ore 3300 "like". La petizione con cui si chiede al sindaco di recedere alla scelta di posizionare lì il Salone del gusto, vede la firma di persone molte riconosciute nel mondo della cultura. Tra i primi aderenti ci sono Tomaso Montanari, docente a Napoli ed editorialista di Repubblica, Massimo Ferretti e Carlo Ginzburg della Normale di Pisa, Davide Gasparotto ex direttore della Galleria Estense e ora senior curator al Getty Museum, Sabine Frommel della Sorbona di Parigi, Daniele Benati docente e presidente di Italia Nostra Bologna, moltissimi altri direttori di musei ed esponenti culturali di ogni parte d'Italia. Su questa vicenda l'orgoglio culturale di Modena sembra decisamente in fase calante. Ne valeva la pena? (s.l.)

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