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Coltellate mortali, giudizio immediato

Coltellate mortali, giudizio immediato

Savignano. Franco Gabbi sarà processato per omicidio volontario aggravato, ha ucciso il maranese Roberto Ricchi

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SAVIGNANO. È stato disposto il giudizio immediato per Franco Gabbi, il 51enne di Savignano che nel giugno scorso a Bettolino, lungo la strada, aveva ucciso a coltellate Roberto Ricchi, anch’egli 51enne, maranese. La richiesta, che presuppone un quadro probatorio solido, è stata avanzata dal pubblico ministero, dottor Marco Niccolini, e il decreto è stato emesso dal giudice Salvatore Romito. Due i capi di imputazione: Gabbi deve rispondere di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e di avere portato fuori dalla propria abitazione l’arma che era nelle sue disponibilità, cioè il coltello con cui ha ucciso Ricchi. Dunque, la ricostruzione effettuata dal pm ha portato a ritenere che il coltello fosse proprio di Gabbi, cosa che l’imputato e il suo legale avevano escluso, e che l’aggressione non sia assimilabile ad una legittima difesa. «La consulenza tecnica, da noi richiesta come parte offesa, eseguita dalla dottoressa Elena Miani e dal dottor Gualandri, ha fornito un quadro estremamente chiaro - ha spiegato l’avvocato Silvia Silvestri che assiste la compagna della vittima - Sarebbe infatti avvenuta in due fasi; una prima fase in cui Gabbi ha colpito Ricchi al volto con pugni o calci facendogli saltare anche un incisivo e una seconda durante la quale ha colpito la vittima con dodici coltellate agli arti, al torace e al collo. Tre le coltellate mortali, due al fegato e una al cuore. Si è trattato, quindi, secondo i consulenti, di un’aggressione unilaterale». Un quadro che appare discostarsi dalla ricostruzione proposta dalla difesa di Gabbi, secondo cui, come ebbe modo di spiegare a ridosso dell’arresto l’avvocato Luca Brezigar, Gabbi si sarebbe chinato per difendersi dai colpi che stava ricevendo e avrebbe reagito colpendo alla cieca. Peraltro, «dallo studio dei tramiti, cioè i materiali che si interpongono tra l’arma e la ferita, e delle macchie di sangue, ai nostri consulenti è apparso chiaro come i due antagonisti fossero l’uno di fronte all’altro.Anche le conclusioni della perizia disposta dal pubblico ministero non si discostano dalle conclusioni di Miani e Gualandri». Il dottor Marco Niccolini, dal canto suo, aveva incaricato della perizia il dottor Erjon Radheshi dell’istituto di medicina legale dell’ospedale Policlinico di Modena.

L’udienza è stata fissata per il prossimo mese di maggio.

A questo punto Franco Gabbi e il suo difensore avrebbero anche la possibilità di chiedere il giudizio abbreviato. «Attendiamo di vedere e valutare con attenzione gli atti per decidere poi il da farsi» ha commentato l’avvocato Luca Brezigar.

Attualmente Franco Gabbi si trova ancora agli arresti domiciliari. Roberto Ricchi ha lasciato la moglie e la figlia di 10 anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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