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Omicidio Battocchio, davanti a casa 2 cartucce uguali a quelle del delitto

Omicidio Battocchio, davanti a casa 2 cartucce uguali a quelle del delitto

Lasciate alla fine del vialetto dove con due colpi di fucile fu ucciso il 62enne Bravata macabra o messaggio dell’assassino? I reperti affidati al perito balistico

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Una cartuccia da caccia vuota in ottobre e una identica in novembre. Due cartucce, insomma, come quelle sparate tre anni fa contro la vittima. Entrambe lasciate sul percorso di ghiaia che conduce dall’ingresso della proprietà agricola alla casa della vittima. Cartucce calibro 12 come quelle del delitto. Cartucce comuni per un cacciatore e che ancora una volta probabilmente non riveleranno nulla su chi le ha gettate lì. Davanti all’ingresso dove abita la vedova di Graziano Battocchio, il cacciatore 62enne di Fossoli ucciso all’alba dell’Immacolata del 2011. Tre anni fa. Il tempo di un’indagine paziente ma senza esito su un delitto apparentemente perfetto, senza una traccia utile per gli investigatori.

La scoperta di quelle due cartucce, fatta proprio dalla vedova, non lascia dubbi sulle intenzioni dei due gesti ripetuti: destare angoscia tra i parenti. Per questo motivo in Procura è stato aperto un fascicolo sul caso in cui si ipotizza il reato di minaccia aggravata contro ignoti. Le due cartucce sono state prelevate dalla scientifica della polizia e consegnate al magistrato, il sostituto Enrico Stefani. Che ha già incaricato un perito balistico di analizzarle per vedere se esiste una compatibilità con l’arma che ha sparato e ucciso Battocchio e se questa volta chi le ha gettate ha lasciato una traccia biologica o un’impronta.

Resta da capire chi può aver architettato una simile minaccia: bravata di un imbecille o messaggio dell’assassino?

Il caso Battocchio resta ancora una volta il delitto più misterioso degli ultimi anni. Anche se sembrava essere avviato verso l’archiviazione, il pm Stefani non ha mai mollato la presa. Tutto si è svolto all’alba, quando faceva buio, nel momento in cui circa duecento cacciatori dovevano radunarsi in un bar per una battuta di caccia alla lepre. I due colpi che hanno ucciso il cacciatore capo sono stati sparati a distanza abbastanza ravvicinata in un punto volutamente cieco, fuori dalla visuale di chi poteva aprire una finestra e guardare, come la moglie della vittima. L’assassino non ha lasciato nessun segno della sua presenza in giro ma solo un cartuccia vuota senza impronte. Lo ha fatto sapendo che era così comune che non avrebbe portato a niente.

Carlo Gregori

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