Il conto agli alluvionati dall’Agenzie delle Entrate
L’avvocato Monari: «Serve una rateizzazione o le imprese non ce la faranno» «E nell’area del sisma pretendono documenti originali andati persi nei crolli»
Sotto l'albero di Natale cittadini ed imprese alluvionate rischiano di trovarsi un’amara sorpresa. Dopo la beffa delle “cartelle pazze” inviate (salvo poi fare dietrofront) nel cratere del terremoto, subentra ora un nuovo grido d’allarme. A lanciarlo é l'avvocato tributarista Daniele Monari, conosciuto anche per essere il vicesindaco di Finale: «L’Agenzia delle Entrate ha interpretato la norma relativa alla sospensione degli adempimenti tributari in maniera arbitraria e senza avvertire i cittadini».
Chi aveva già stabilito un piano di rateazione con l’Agenzia delle Entrate rischia così di adempiere al piano stesso senza sapere che in realtà è decaduto dalla possibilità di rateizzare, correndo così il serio rischio di vedersi arrivare a breve (nonostante il pagamento puntuale) anche le cartelle da Equitalia.
Monari, che ha vissuto l’esperienza del terremoto come amministratore, riparte proprio dalla critica dell’atteggiamento mostrato dall’ente pubblico nell’ immediato post-sisma: «Già allora la normativa venne interpretata in maniera illogica e vessatoria nei confronti dei contribuenti - spiega - L’Agenzia delle Entrate è stata infatti l’unica a richiedere già nel dicembre 2012 il versamento immediato in un’unica soluzione di tutte le rate scadute nel periodo di sospensione. A causa di ciò, molti contribuenti non sono riusciti a pagare gli importi dovuti nei termini richiesti, con il rischio di incorrere in pesanti sanzioni. E tutto questo a pochi mesi dal sisma, in un contesto nel quale diverse persone versavano in condizioni economico-patrimoniali molto difficili».
La situazione rischia dunque di ripetersi con gli alluvionati, poiché molti cittadini ed imprese (soprattutto medio-piccole) hanno in arretrato decine di migliaia di euro che faticherebbero a pagare in un’unica soluzione. Per questo motivo il 1° ottobre, 30 giorni prima della scadenza della sospensione dei termini per gli adempimenti tributari, l’avvocato ha inviato una lettera allo stesso ente pubblico, specificando come sarebbe stato auspicabile «evitare una nuova richiesta di pagamento in un’unica soluzione di tutte le rate scadute durante il periodo di sospensione post-alluvione», richiedendo «lo slittamento delle rate stesse alla fine del piano di ammortamento». Un appello finora caduto nel vuoto e che non ha ricevuto risposta. A questo problema subentra poi una seconda questione burocratica sui terremotati: «L’Agenzia ha ripreso i controlli sulle aziende terremotate, esigendo i documenti originali che in diversi casi non sono mai stati recuperati poiché rimasti sepolti sotto le macerie. In questi casi a mio avviso servirebbe buon senso. Un alleggerimento dell’aspetto probatorio, ad esempio, gioverebbe non poco alle tante aziende che si trovano a documentare spese e costi senza essere in condizione di farlo. Anche perché in questo modo si rischia di far cancellare numerose partite Iva in un territorio già di per sé in ginocchio».
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