Martini (Ausl): «Incontrerò MeteAperTe»
«Risponderò alla lettera ed incontrerò i volontari di “MeteAperTe” ma anticipo già alcuni chiarimenti». Così il direttore generale dell'Ausl di Modena Mariella Martini (nella foto), dopo il nostro...
«Risponderò alla lettera ed incontrerò i volontari di “MeteAperTe” ma anticipo già alcuni chiarimenti».
Così il direttore generale dell'Ausl di Modena Mariella Martini (nella foto), dopo il nostro articolo sulle disparità di finanziamenti per i progetti denunciate dall'associazione sassolese.
«Nel 2013 – dice la dirigente – i bambini in carico alla neuropsichiatria infantile e adolescenziale dell'Ausl di Modena sono stati 9.735. Di questi soffrono di autismo in 306 (249 maschi e 57 femmine), pari al 3% del totale. Sempre sul totale, 1.203 (il 12%) sono affetti da ritardo mentale (disabilità intellettiva), mentre i bambini e gli adolescenti affetti da sindrome di Down sono stati 128 (l’1% del totale). Nel 2013 sono state erogate circa 155.000 prestazioni, così ripartite: 7.500 visite mediche, 3.500 visite psicologiche, 19.000 test neuropsicologici e linguistici, 2.500 sedute psicoterapiche (per i disturbi psicopatologici), 10.000 sedute fisioterapiche (per le gravi disabilità neuromotorie), 30.000 prestazioni logopediche (per le disabilità uditive e i disturbi del neurosviluppo quali i disturbi specifici di linguaggio, il ritardo mentale e i disturbi pervasivi dello sviluppo, 16.000 trattamenti psicoeducativi (per il ritardo mentale e i disturbi pervasivi dello sviluppo), 10.000 certificati, 23.000 colloqui (prevalentemente con i genitori), 25.000 prestazioni indirette (colloqui con insegnanti, servizi sociali, riunioni équipe), 12.000 visite domiciliari».
C’erano poi richieste specifiche su un centro per persone Down. «Il centro per persone Down di via Cardarelli a Modena si basava sull’attività di una professionista della pediatria di comunità di Carpi, cessata nel dicembre 2013 per indisponibilità della stessa professionista; nell’ultimo periodo prevedeva un singolo accesso mensile di circa 4 ore per il monitoraggio delle condizioni cliniche dei bambini con sindrome di Down. È comunque in corso la riallocazione della medesima attività presso i nuclei delle cure primarie e i pediatri di libera scelta; è inoltre allo studio la possibilità di assegnare a ciascun bambino con sindrome di Down un operatore di riferimento da individuare tra gli educatori e i tecnici della riabilitazione psichiatrica». (alfonso scibona)
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