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lettera aperta al primo cittadino

Pd, c’è chi chiede di ripensarci

Pd, c’è chi chiede di ripensarci

Tonelli: «Evita una celebrazione mediocre». Galli (Fi) punge Pierini

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Sul tema della Palazzina utilizzata dal Comune per il Salone del Gusto legato a Expo si registrano divisioni anche all'interno della direzione cittadina del Pd. Interviene Claudio Tonelli, membro della direzione del Partitone: «Il Villaggio del gusto alla palazzina Vigarani non è critico soltanto perché sfida un'icona culturale della città, ma perché rischia di diventare la celebrazione di un localismo mediocre che, invece che avere l'ambizione, di portare la città in Europa la fa fermare a Vaciglio. Chiediamo al sindaco di rivedere una decisione discutibile e di puntare verso traguardi per cui questa città ha energie e competenze». La nota di Tonelli non ne risparmia una e continua: "Nessuna persona di buon senso non vede l'importanza di curare una vetrina promozionale per la nostra città per la filiera agroalimentare nell'occasione di Expo 2015. Non si può non riconoscere l'importanza della diversificazione dell'economia per uscire dalla crisi nell'epoca post industriale. La scelta di collocare questa vetrina, il Villaggio del gusto alla palazzina del Vigarani ha suscitato varie reazioni. Alcuni ritengono che le politiche culturali debbano tornare ad essere elemento decisivo e distintivo della nostra città. C’è stato un tempo in cui il cinema, la fotografia, l'arte, il teatro erano i segni di una città che, cresciuta economicamente, voleva ed era in grado di creare un modello di sviluppo che vedeva la cultura come uno strumento decisivo per la costruzione di una nuova cittadinanza democratica e inclusiva. Un modello in cui tutto stava assieme: economia, cultura, politica si rafforzavano e si legittimavano in un processo circolare l'una con l'altra. E c'era una visione politica, un'idea di futuro, un'ispirazione ideale forte. E’ progressivamente prevalsa negli anni all'interno del partito egemone in città, del mio partito, l'idea che la politica coincidesse sostanzialmente con l'amministrazione dell'esistente e il mantenimento del controllo intessendo rapporti privilegiati con i portatori di interessi. In questo clima di cultura politica si è operata una progressiva sostituzione di un'egemonia culturale di stampo progressista con un modello conservatore, quello che è stato definito la città Media Felix. Ricca e paga di se stessa, con un'immagine del futuro rassicurante, essenzialmente come ripetizione del già fatto. Troppo spesso un'immagine stereotipata, adottata da un turismo di consumo, con bassi investimenti e deboli competenze, inevitabilmente destinato a collocarsi nel segmento basso di mercato, è stata proposta come icona di una città che merita di avere ambizioni ben più alte. Le città che producono più innovazione con valore economico sono quasi sempre anche quelle dove si producono le idee culturali più originali e dove la vitalità artistica è maggiore. La debolezza della città Media Felix viene messa a nudo dalla crisi economica. Una crisi che ha colpito duro anche da noi che sta rendendo insostenibile un modello economico in cui il consumo di suolo e la speculazione immobiliare hanno un ruolo centrale". E sulla vicenda Andrea Galli, Forza Italia, si rivolge a Pierini: «A parte che la priorità è il lavoro ho trovato assolutamente sproporzionata la sua reazione. Al tempo stesso questa amministrazione dà l'impressione di veleggiare un poco a vista passando da un tendone da circo in piazza Roma, a una sede museale spostando per qualche mese ad altra sede le iniziative espositive».

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