L’assessore: «Un momento che aggrega»
MONTEFIORINO. Pochi eventi come il presepe vivente riescono a cementare così una comunità, dal capoluogo alle frazioni. Perché tutto il territorio ha avuto la sua parte di ribalta nella lunga notte...
MONTEFIORINO. Pochi eventi come il presepe vivente riescono a cementare così una comunità, dal capoluogo alle frazioni. Perché tutto il territorio ha avuto la sua parte di ribalta nella lunga notte del 23 dicembre. Otto i quadri rappresentati, per raccontare gli eventi fondamentali del Natale e la reazione della gente. Ecco così in scena – dopo i canti introduttivi della Corale di San Rocco – l’Annunciazione (grazie ai volontari di Macognano), la Visita di Maria a Elisabetta (Farneta), l'Osteria del Cervo Bianco (Lago), il Censimento (Gusciola), la vita a Betlemme (Rubbiano), l'annuncio ai pastori (Casola), i pastori in cammino (Vitriola) e la Natività (attori di Montefiorino capoluogo). Ognuno con la sua parte, ognuno contento di essere pezzo riconoscibile del tutto. «Per noi il presepe vivente significa soprattutto aggregazione – ha sottolineato l’assessore Laura Zona – significa per una volta ogni due anni mettere assieme frazioni e capoluogo in un’unica grande rappresentazione collettiva. Si crea un bel clima di collaborazione che è in sintonia col Natale e non guasta. In un momento in cui siamo tutti un po’ individualisti, anche il presepe vivente aiuta».(d.m.)
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