Gazzetta di Modena

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«Natale senza corsa agli aquisti»

di Enrico Vincenzi
«Natale senza corsa agli aquisti»

Castelfranco. I negozianti: «Vendite in calo, passati gli anni dell’abbondanza»

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CASTELFRANCO. I commercianti del centro di Castelfranco non sono stati particolarmente favoriti dal periodo natalizio. Le corse ai regali, infatti, sono state meno che negli anni scorsi e la maggior parte dei negozianti ha visto le proprie vendite rimanere stabili o contrarsi, anche vistosamente. «In un giorno sono arrivato ad incassare due euro», dice Giovanni Degli Angeli, gioielliere e orologiaio. La colpa, in molti casi, viene attribuita alla crisi, che non allenta la sua morsa: «Come Natale è stato molto calmo - commenta Ida Del Gobbo, commessa - noi tra l'altro abbiamo un target alto, borse di marca, mi accorgo della differenza. Dicevano che quest'anno i consumi sarebbero aumentati, ma a ben vedere forse era meglio il 2013». «In questi anni è sparita quella che era la nostra forza, ovvero la classe media - dice Degli Angeli - siamo dentro a una buca e stiamo cercando di scavare sul fondo». C’è anche chi vede più rosa: «Il mese di dicembre sta andando bene - dice Francesco Ciclamino di In Fashion - anche se sicuramente c'è qualcosa in meno rispetto agli altri anni». «Noi siamo rimasti costanti nelle vendite - dice Cesarina Andreoli, pescivendola - di sicuro le persone, anche in ambito alimentare, comprano quello che sanno di consumare e si contengono sulle quantità». Per quanto riguarda i viaggi, secondo Valentina Fiorini di Snack Travel, «vanno molto i pacchetti validi dai 12 ai 16 mesi, con i quali si regala il week-end di vacanza, la giornata al centro benessere o la cena per due. Sono regali dagli importi accessibili. Per quanto riguarda i viaggi, tengono quelli in Europa, soprattutto prenotati da tempo, ma il lungo raggio e le crociere sono in calo». Quello dei viaggi è un settore influenzato anche da elementi esterni all’economia: «Quest'anno, vista anche la situazione meteo, è in calo la montagna - continua Fiorini - è in calo anche l'Africa perché si ha paura dell'ebola, anche se, in realtà, posti come Zanzibar o il Kenya sono addirittura più lontani di noi rispetto alle zone colpite». In altri settori, oltre la crisi, incide in negativo l'uso errato delle nuove tecnologie: «La gente viene con gli smartphone e le foto a bassa risoluzione, poi vuole gli ingrandimenti - dice Angelo Corradini, fotografo - è difficile fare un buon lavoro e non sempre i clienti lo capiscono». Fortunatamente c'è chi sta tenendo botta: «Negli ultimi venti giorni abbiamo lavorato un sacco, grazie ai prodotti tipici» dice Monia Lolli allo spaccio aziendale della Fattoria San Rocco. «A noi sta andando bene, non mi lamento», dice Casari Stefania di Ortopedia Sanitaria Casa Baldoni.

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