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A scuola apre una “stanza magica”

di Gina Paradiso
A scuola apre una “stanza magica”

Inaugurata l’aula multisensoriale alle elementari Sant’Agnese: ecco cosa offre

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MODENA. C’è ancora chi si rimbocca le maniche per onorare la memoria di una persona cara e per creare qualcosa di socialmente utile: “La stanza magica di Daniela” è uno di questi casi.

Da un'idea dell'insegnante Francesca Zanetti, per ricordare la collega Daniela, nella scuola elementare Sant'Agnese in via Vaciglio è nata un'aula multisensoriale progettata per lo sviluppo dei sensi. Prima stanza della provincia basata sul modello Snoezelen, una parola nata dalla contrazione di due termini olandesi: snuffelen (cercare) e doezelen (rilassare).

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«La stanza è adatta principalmente ai più piccoli - afferma Giovanna Cozza, che ricopre un ruolo organizzativo all'interno del plesso scolastico- ed è uno spazio per permettere ai bambini, ma non solo, di fantasticare, esprimersi, avvicinarsi agli altri, creare momenti di rilassamento, di stimolazione attraverso, per esempio, la lettura e l’ascolto di gruppo, oltre ad attività psicomotorie. Tutte le attività andranno a beneficiare sui disturbi di comportamento e problemi di apprendimento».

Le attività sono tutte orientate a sollecitare il potenziamento dei sensi, e vanno dalla cromoterapia, musicoterapia e aromaterapia, messe in pratica attraverso tende con led, videoproiettore e altre attrezzature. La stanza, inaugurata lunedì scorso, sarà a disposizione non solo dei bambini della scuola di Sant'Agnese, ma anche dei gruppi di altri Istituti che ne vorranno usufruire, sia per bambini affetti da problemi di disabilità, che per tutti gli altri. Un ambiente che stimola lo sviluppo delle emozioni, aiutando a comunicare ad altri il proprio stato d'animo interno e favorire i processi cognitivo-decisionali.

Gli effetti benefici si potranno vedere con il tempo e l'utilizzo, ma sicuramente apprezzabile è l'idea e lo spirito dell'iniziativa. Questo progetto è stato realizzato grazie al contributo del Rotary e dei genitori, e si è avvalso della consulenza dell’ingegnere Enrico Orofino. «Credo proprio che alla nostra collega sarebbe piaciuta» conclude l'insegnante Giovanna Cozza.

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