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«I fondi per la moschea? Noi all’oscuro»

di Enrico Vincenzi
«I fondi per la moschea? Noi all’oscuro»

Castelfranco. Centro islamico: «Non era nostro il blog per le donazioni cancellato». La gente: «Libertà di culto ma controlli»

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CASTELFRANCO. Non si placa il dibattito sull’ok al centro islamico a Castelfranco che ospiterà una moschea. Polemiche che si sono accese ancor più dopo la cancellazione, scoperta ieri, del blog degli islamici attivato per la raccolta fondi. Cristina Girotti Zirotti della Lega accusa: «Questa non è trasparenza, siamo perplessi e alquanto preoccupati». Replica Bassem Ben Salah, direttore dell’attuale Centro culturale islamico di via Ripa Superiore: «Il blog? Era l'iniziativa di un privato in buona fede; noi non ne eravamo a conoscenza e abbiamo provveduto a farlo chiudere». L'area destinata al centro culturale ha un'estensione di 900 metri quadrati e si trova in zona Venturina, ex via Buco. Tempi e costi non sono ancora conosciuti, visto che, come dichiarato dall'assessore all'urbanistica Massimiliano Vigarani, è «stata solo dichiarata la destinazione di un immobile a luogo di culto e non ancora presentato un progetto per la realizzazione». I fondi verranno da donazioni di privati. Dal canto loro, i castelfranchesi non mostrano palesi resistenze alla presenza di una moschea in città: «Nella libertà di religione si può fare», dice Giorgio Luppi. «Sono favorevole, è un passo avanti per l'integrazione» secondo Antonio Arleoni. Un altro ricorda che «un luogo di culto lo garantisce la Costituzione». Altri cittadini, pur accogliendo l'idea della moschea, hanno però qualche riserva: «Io sono per la libertà religiosa, ma nei paesi islamici le chiese sono poco libere» secondo Salamone Silvestre. Di parere simile Giovanni Nicosìa: «Ognuno ha diritto di culto, sono favorevole alla moschea, ma nei paesi musulmani dovrebbero lasciar costruire più chiese». Luca Bucci rispetta «la libertà di religione, l'importante è che non ci siano legami col terrorismo». Altri cittadini sono contrari. Per Francesco Abate «c'è troppa libertà». Mariana Tychymchyshym afferma: «Io sono ucraina. Se fossi italiana sarei contraria, bisogna rispettare la religione del luogo». Religione che non viene rispettata, secondo Monia Riccobene: «Dalla classe di mio figlio hanno fatto togliere il crocifisso. La libertà deve essere per tutti». Secondo Vigarani, «è come se fosse una chiesa, funziona allo stesso modo». Il sindaco Stefano Reggianini, su facebook, ricorda che: «Il Comune nel rispetto della Costituzione e dei principi di democrazia, non osteggia le libertà».

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