In Comune arrivano i condannati
Savignano. Lavori utili per i reati minori, come la guida in stato di ebbrezza
SAVIGNANO. Anche per il prossimo anno, l’attività del Comune di Savignano sul fronte dei servizi sociali sarà particolarmente intensa. Il vicesindaco di Savignano, Ana Maria Tabilio, che ha anche le deleghe alle politiche di integrazione e alla solidarietà, ha confermato anche per il 2015 la destinazione di fondi di bilancio per “buoni lavoro” a favore di persone in difficoltà. Inoltre, sempre la vicesindaco ha annunciato che sarà introdotta una novità assoluta per il territorio comunale: grazie a una convenzione tra l’amministrazione e il Tribunale di Modena, sarà possibile per il Comune impiegare a favore della comunità locale delle persone condannate a lavori socialmente utili. «Per quanto riguarda la riconferma dei voucher lavoro a favore di persone in difficoltà economiche – spiega la Tabilio – sarà fatto un bando apposito tramite l’Unione dei Comuni Terre di Castelli. Come Comune di Savignano, quest’anno abbiamo stanziato 6.000 euro e abbiamo dato lavoro a 12 persone. Ci rendiamo conto, naturalmente, che non si tratta di soluzioni definitive e che i compensi sono modesti, ma crediamo sia comunque un modo per ridare dignità a persone in difficoltà e aiutarle in modo concreto. Ora, non abbiamo ancora stabilito precisamente quanto riusciremo a destinare nel 2015 per buoni lavoro, ma possiamo dire fin d’ora che questa iniziativa sarà replicata». Il nuovo anno porterà anche la novità assoluta, per il Comune di Savignano, dell’impiego di persone condannate a svolgere lavori socialmente utili. In questo caso le prestazioni lavorative da parte dei condannati saranno gratuite e il Comune dovrà garantire solo l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, più la responsabilità civile verso terzi. «I servizi ai quali saranno destinati i condannati – spiega ancora Tabilio – potranno essere di supporto alle aree cultura, sport, associazionismo e biblioteca, lavori pubblici e ambiente. I condannati, in altri termini, potranno dare una mano a svolgere le tante mansioni indispensabili a far funzionare i servizi culturali, alla manutenzione del patrimonio pubblico e delle strade, alla pulizia e alla preservazione dell’ambiente nelle aree pubbliche. Con la convenzione è il tribunale che proporrà ai condannati la possibilità di operare presso il nostro Comune. Lo stesso giudice stabilirà il tempo di permanenza, potranno essere impiegate al massimo in due per volta. Questa convenzione, al momento, ha la durata di due anni». (m.ped.)
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