Un anno vissuto pericolosamente dai chioschi al caso del PalaExpo
Abbiamo ripercorso i 12 mesi che si stanno per concludere mettendo sul tabellone del Gioco dell’Oca eventi, situazioni e fatti che la politica ha contribuito ad accendere. Fatevi anche voi la vostra idea
Un anno vissuto pericolosamente. Un anno piuttosto intenso sul piano politico, sulle scelte amministrative, sulle ripercussioni in ambito sociale.
Modena è cambiata, sta cambiando, e non solo perché c’è un nuovo sindaco che per la prima volta è stato eletto al ballottaggio.
Non è una questione di meglio o peggio, ma piuttosto di come certe situazioni, eventi o fatti, condizionino la vita della città.
Una legislatura si è conclusa, un’altra è appena iniziata. Nel tradizionale appuntamento semiserio di fine anno, nel quale facciamo un bilancio su ciò che è accaduto in città, questa volta non abbiamo dato voti. Troppo presto per pagelle e giudizi, ci siamo attenuti ai fatti e li abbiamo commentati con un po’ di ironia ipotizzando un grande Gioco dell’Oca.
Grazie al tabellone pubblicato qui a fianco abbiamo messo in fila ciò che ha fatto discutere, ciò che ha diviso, ciò che ha cambiato la città.
E ce n’è per tutti. La politica, quella fatta da primarie, controprimarie, elezioni, tra Amministrativ e Regionali, ha ovviamente preso il largo.
Si è iniziato a gennaio, con la scelta del candidato sindaco dopo il temporeggiamento di Stefano Bonaccini. Gian Carlo Muzzarelli è sceso in campo, ancora con un piede in Regione, ha vinto le primarie nettamente ma non senza polemiche. Contemporaneamente il Pd cominciava la sua fase più difficile con segretari nell’occhio del ciclone da mesi. Chi è solida, in città, è la componente malettiana, che in consiglio comunale ha i numeri. E Muzzarelli lo sa, per questo oggi “Francesca” è la parola che pronuncia più spesso.
In tutto questo si è inserita la querelle regionale, il secondo temporeggiamento di Bonaccini seguito a ruota da Matteo Richetti, l’inchiesta sulla Regione con tanto di vibratore, per arrivare all’elezione meno partecipata della storia dove l’astensionismo è andato ben oltre le aspettative già tragiche di casa Pd.
Modena ha vissuto la sua pagina amministrativa più delicata con la vicenda chioschi: una chiusura pessima per la giunta Pighi e una difficoltà in più per la giunta Muzzarelli che ha ancora le mani legate.
In compenso Muzzarelli ha deciso di chiudere i suoi primi sei mesi di lavoro con uno scivolone, trasformando in una guerra intestina la scelta del PalaExpo. Non era facile far dimettere il direttore della Galleria Civica a suon di cotechini e zamponi. Ma tant’è.
Se a questo ci aggiungiamo i velox irregolari, la partenza della nuova giunta è da derubricare alla voce “complichiamoci la vita da soli”.
Ma in tutto questo non c’è solo il Pd. C’è un centrodestra diviso dove ognuno guarda solo al personale.
C’è una componente grillina in consiglio comunale assai solida, che è forse l’unica vera notizia politica di questo 2014 che ha visto, allo stesso tempo, scomparire la Lega Nord dai banchi dell’aula di piazza Grande e l’affermazione di liste civiche.
Accanto a tutto questo c’è la Modena che si muove, quella che vorrebbe vedere piazza Roma completata, c’è la Modena contraria, quella del ricorso al Tar sul Sant’Agostino, c’è la Modena che spera in un 2015 migliore dell’anno che sta per concludersi.
@dvdberti
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