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l'intervista

Costi non lascia: «Resto anche in consiglio»

di Davide Berti
Costi non lascia: «Resto anche in consiglio»

L’assessore sarà anche in assemblea e Campedelli rimane fuori: «È una questione di coerenza»

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È nella giunta di Bonaccini, ma il suo posto in consiglio regionale non lo lascia. Palma Costi è chiara e oggi, nel primo giorno della nuova Assemblea Legislativa, non ci saranno sorprese come invece qualcuno si augurava: «È perché dovrei lasciare ? È una questione di coerenza verso le migliaia di persone che mi hanno votato. Così facendo lascerò ancora più libero il mio presidente - Bonaccini, ndr - di prendere qualsiasi decisione sul mio conto nel corso del tempo, essendo il ruolo di assessore una nomina fiduciaria. E in più, sempre in continuità con quanto detto in campagna elettorale e con quanto deciso saggiamente anche da Errani nell’ultimo periodo, rimanere in consiglio, oltre che un atto di rispetto è anche motivo di risparmio per la macchina regionale, dal momento che per due incarichi avrò un solo stipendio». In fila, una dopo l’altro, tre motivi coerenti che non fanno una grinza. Ci hanno provato in tutti i modi, in queste settimane, a convincerla. Ma lei non si è mossa di un millimetro. Starà al suo posto. Dal Pd provinciale sono partiti messaggi, emissari, missive, incontri, scongiuri. Non ce l’hanno fatta a ripescare, secondo le vecchie logiche di posizionamento, Enrico Campedelli, escluso dagli elettori e da una campagna elettorale che, per stessa ammissione di una parte del Pd carpigiano, ha avuto molte lacune. Palma Costi, quindi, assessore di peso e consigliere regionale a tutti gli effetti.

Oggi all'ordine del giorno, dopo l'insediamento dei neo consiglieri regionali, c'è l'elezione dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea: presidente, due vicepresidenti, due segretari e due questori. Per aprire i lavori verrà costituito un Ufficio di presidenza provvisorio formato da tre consiglieri regionali: il più anziano, Piergiovanni Alleva (Altra Emilia-Romagna), guiderà la prima seduta fino all'elezione del nuovo presidente dell'Assemblea, mentre i due più giovani, un uomo e una donna (il leghista Matteo Rancan e Ottavia Soncini del Pd), avranno il ruolo di segretari. In questo modo si procederà alle quattro votazioni per eleggere i componenti del nuovo Ufficio di presidenza. Il presidente dovrà essere eletto a maggioranza qualificata, quattro quinti dell'Assemblea, ovvero almeno quaranta consiglieri regionali. Dopo due scrutini sarà sufficiente una maggioranza di 26 voti.

@dvdberti

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