«Fermato da agenti come un bandito e senza spiegazioni»
«Uscivo dalla spesa da un market di Modena: poliziotti armati in divisa e in borghese mi hanno bloccato, sbattuto contro al muro e perquisito»
«Mi hanno assalito come un bandito, sbattuto contro il muro, bloccato, perquisito e poi, dopo che si sono accorti di essersi sbagliati, mi hanno lasciato lì in strada, se ne sono andati senza nemmeno una scusa e senza neanche spiegarmi i motivi di quella che ritengo una offesa, un oltraggio alla mia libertà. Non è possibile che la polizia, chiamata al rispetto delle norme e delle regole civili, si possa comportare in questo modo. Erano una decina di poliziotti, due in borghese e gli altri in divisa, scesi da tre macchine. La pistola non me l’hanno puntata contro, almeno quello se lo sono risparmiati, ma ce l’avevano e fuori dalla fondina, in mano. Ebbene erano in una decina e nessuno di loro si è scusato con me».
A.D.M., 63 anni, insegnante ora in pensione. In questi giorni di Natale, come è tradizione, è arrivato dalla sua Lecce a far visita ad uno dei suoi figli che vive in via de’ Gavasseti, quartiere Madonnina. È ancora amareggiato, angosciato per quello che gli è capitato. Cerca risposte, vuole sfogarsi ed è preoccupato: «Se per caso assomiglio ad un delinquente, ad un ricercato, allora che me lo dicano, perché potrei rivivere ancora quella situazione da incubo. Almeno saprei come affrontarla subito».
E racconta ciò che gli è capitato, sabato verso mezzogiorno, quando, assieme a suo cugino, è sceso dalla Bmw X5 per andare a fare spesa al supermercato Eurospin in via Marconi. «Non ho preso il carrello - spiega il 63enne - avevo una borsa di plastica per la spesa. Mentre sceglievo quei pochi prodotti che poi ho preso (una spesa da 20 euro) ho notato che c’era un addetto alla sorveglianza che girava nelle corsie per controllare. Era un fatto normale. Ho pagato con il bancomat, poi io e mio cugino siamo usciti. Lui, con la spesa, è andato a prendere la macchina nel parcheggio, io l'ho atteso davanti al supermercato».
«Improvvisamente - dice - mi sento afferrare alle spalle. C’è uno che mi blocca, mi solleva e mi spinge contro il muro e mi urla come un forsennato “stai fermo, stai fermo, stai fermo”. Non capisco, pensavo ad uno scherzo, a mio cugino, ma chi mi ha bloccato era un uomo piccolo. Era in borghese così come un altro che mi si è precipitato contro frugandomi nelle tasche, prendendomi il portafoglio, il cellulare e la roba che avevo in tasca. Faccio in tempo a chiedere “Cosa succede? Che accade?”, ma quelli hanno continuato urlando “Stai fermo, stai zitto, non ti muovere”. Io ero sempre bloccato, stretto nella morsa dell’abbraccio del primo intervenuto. Subito dopo sono stato circondato da altri poliziotti, con la pistola in mano puntata verso il basso, in divisa, scesi da due o tre auto di servizio. Anche mio cugino era stato portato vicino a me».
«Forse avranno guardato i miei documenti. Uno mi si è avvicinato e mi ha detto. “Abbiamo avuto una segnalazione”. Mi è stata ripetuta questa frase due o tre volte e poi... basta. Sono tutti saliti in macchina e se ne sono andati». Il pensionato racconta di essere poi rientrato in casa, di non aver mangiato dalla tensione, di essersi girato e rigirato nel letto. Poi, ieri, ha deciso di sfogarsi. «Sporgere una denuncia? No, non mi faccio spillare dei soldi per niente. Vorrei un po’ di rispetto e sapere perché sono stato trattato così, chi ha chiamato la polizia e se ci sono motivi fondati per pensare che una brutta vicenda così possa ricapitarmi».
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