Massa abbraccia Lorena «Dio aiuti i persecutori»
La mamma assolta dopo 16 anni ieri alla affollata messa dedicata alla famiglia Ha ricordato i nomi dei morti di dolore e dei 20 bimbi “spariti”. Si farà un film
FINALE. «Invoco misericordia per chi ha sbagliato, perché si può sbagliare. E invoco misericordia anche per chi ha voluto sbagliare».
Con la voce rotta dall’emozione, Lorena Morselli ieri è si è rivolta così ad una chiesa gremita di massesi. In occasione della festa della famiglia, a pochi giorni di distanza dal suo definitivo proscioglimento dopo sedici anni di dolori ingiusti, dopo la privazione dei primi quattro figli, dopo i dolori e i lutti che la sua famiglia ha assurdamente patito, il parroco Jean Jaques l’ha voluta alla messa, improntando ogni riflessione della sua omelia alla vicenda che ha sconvolto il paese. Lorena, al termine, è salita sul pulpito, per ringraziare quanti le sono stati vicini. «Anzitutto il padrone di casa - ha esordito - nostro Signore, al quale mi sono rivolta in tutti questi anni di dolore e che mi ha sempre fatto trovare la forza di andare avanti».
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E poi la parrocchia di Massa che le è stata vicina, la comunità cattolica francese che l’ha accolta, la sua famiglia, e quanti tra sacerdoti, politici, avvocati e cittadini si sono sempre spesi in sua difesa.
Il pensiero di Lorena è andato poi ai tanti che non ci sono più, uccisi dal dolore per accuse che si sono poi rivelate fantasiose. Un elenco lungo, agghiacciante, incluso il marito di Lorena, Delfino, morto un anno fa in occasione di uno dei suoi viaggi in Francia, dove si recava a trovare ciò che restava della sua famiglia. Un elenco agghiacciante, così come quello dei venti bambini della comunità locale svaniti nel nulla: Lorena ne ha ricordato i nomi, uno ad uno, scoppiando in lacrime quando è ha pronunciato quello dei suoi quattro figli.
La mamma, che ora vive in Francia da quando nel 1999 fu costretta a riparare Oltralpe per tenersi il quinto figlio Stefano - che ieri le era accanto - ha ricordato la sua vicenda e - tra l’altro - la sceneggiatura di un film scritto da uno dei suoi legali, Patrizia Micai, che «è ancora in attesa di trovare un produttore, perché i costi ci sono». Alla cerimonia hanno presenziato l’anziana mamma Lina, i tre fratelli, i parenti, l’intera comunità parrocchiale, un rappresentante della comunità ecclesiastica francese: c’era anche il senatore Giovanardi. E c’era monsignor Ettore Rovatti, che su quella vicenda dei presunti pedofili della Bassa ha scritto un libro. Durante il suo intervento il parroco di Finale - finito anche lui nel registro degli indagati quando si spese in difesa di don Giorgio Govoni - non ha preso tante curve, spiegando le storture di un Servizio Sociale dell’Ausl affidato a persone inesperte, per di più alla ricerca di un accreditamento di immagine a discapito delle famiglie. Una vicenda che non è finita, ha spiegato Lorena, perché quello che è accaduto a lei e a tanti altri potrebbe rischiare purtroppo di ripetersi. (ase)
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