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«Noi con l’Isis non abbiamo nulla a che fare»

«Noi con l’Isis non abbiamo nulla a che fare»

Il direttore del centro islamico dopo le proteste per la nuova moschea che sarà costruita

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CASTELFRANCO. «Noi non abbiamo nulla a che fare con l’Isis. Possono parlare arabo, possono citare il Corano, ma quelli non sono l'islam». Parole dure quelle che Bassem Ben Salah, direttore del Centro culturale islamico di Castelfranco, riserva per il gruppo terroristico guidato dall'autoproclamatosi califfo Al Baghdadi. E queste dichiarazioni arrivano in replica alle accuse e alle critiche che sono state mosse al gruppo islamico in merito all’ok arrivato dal consiglio comunale, con il solo voto del Pd, per la realizzazione di una nuova moschea da 900 metri quadrati. «L'islam è una religione di pace - rincara Basma Aissa, frequentatrice e portavoce del Centro islamico - I terroristi intendono la jihad come una guerra che va combattuta con le armi, ma in realtà è una parola che riguarda i combattimenti che ognuno fa con sé stesso nella vita di tutti i giorni». Riprende Ben Salah: «Noi, come centro culturale, ci impegniamo a far conoscere l’islam della pace». Il Centro culturale islamico di Castelfranco è stato fondato nel 2003 e i suoi frequentatori sono passati da 20 a circa 500. «Ci occupiamo di cultura - dicono Ben Salah e Aissa - ma anche di volontariato. Molti di noi sono iscritti alla Croce Blu e spesso ci occupiamo della pulizia del parco; inoltre aiutiamo i nuovi arrivati a partecipare alla vita di Castelfranco». Ora la sede si trova in via Ripa Superiore. «È un posto piccolo, di 100 metri quadrati - lo descrive Ben Salah - quando, per le funzioni più importanti, ci troviamo in 500 persone siamo costretti a stare fuori al freddo. Per questo abbiamo bisogno di un posto nuovo». Posto identificato in un terreno di 900 metri quadri in zona Venturina, che i proprietari hanno messo in vendita. «Noi l'abbiamo acquistato e lì sorgerà il nuovo centro islamico - afferma Ben Salah - Tutto è stato finanziato tramite fondi privati e il Comune ha dato l'ok per convertire la destinazione del terreno a luogo di culto». Il culto, però, non sarà l'unica attività praticata. Dice Ben Salah che: «Ci saranno una biblioteca, una sala lettura, una sala conferenze e anche un luogo per i bambini. Nella sede attuale non abbiamo spazi sufficienti per portare avanti tutte le attività in modo continuativo, ma nella nuova sede gli spazi ce lo permetteranno. Potremo anche assumere qualcuno per portarle avanti, come i corsi di italiano e di arabo».

Enrico Vincenzi

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