«Il Panaro si mangia il Percorso Sole Bisogna intervenire»
Savignano. Parla il responsabile del Consorzio Zenzano: «E stanno continuando anche gli scarichi abusivi di rifiuti»
SAVIGNANO. «Tra Garofalo e Formica, nella zona di via XXV Aprile, il Percorso Sole è in pericolo a causa della forte erosione provocata dal fiume Panaro, il quale dopo le escavazioni di ghiaia effettuate per salvare dall’erosione il maneggio mai nato, ora picchia con la sua forza poche decine di metri più avanti e, se non si prendono provvedimenti, la situazione non può fare altro che peggiorare». La pubblica denuncia di questa situazione arriva dal savignanese Marco Muratori, il “dogarolo” responsabile del Consorzio irriguo Zenzano.
«In un solo anno – prosegue Marco Muratori – il fiume si è portato via diversi alberi, tra cui un grande pioppo di una cinquantina d’anni. Ma non solo: battendo su questa sponda dopo gli scavi di ghiaia effettuati nel suo letto, ora il fiume Panaro minaccia concretamente anche il Percorso Natura che gli corre a fianco. Per senso di responsabilità, qualche mese fa avevo anche messo del nastro bianco e rosso per segnalare il pericolo, ma poi è stato tolto. La situazione, tuttavia, rimane in tutta la sua criticità: se uno a piedi o in bicicletta non fa attenzione, può precipitare per alcuni metri rischiando di farsi seriamente del male. Auspico che la Regione intervenga prontamente perché, andando avanti, ciò non può che peggiorare». E questo non è che solo uno dei problemi di quest’area fluviale.
«Nella stessa zona – prosegue Muratori – nonostante sia abbastanza sorvegliata da noi residenti, continuano gli scarichi abusivi di rifiuti. L’ultimo in ordine cronologico risale a poco prima di Natale: un camion è arrivato e ha versato scarti di materiale edilizio in prossimità del maneggio, per poi fuggire subito dopo. Recentemente, era stato abbandonato anche amianto, che è poi stato rimosso, sempre a spese della collettività».
Non da ultimo, Muratori ha voluto richiamare l’attenzione anche su ciò che sta avvenendo a monte di Garofalo.
«La seconda diga di Marano – dice – dove c’è la centrale idroelettrica e dove ci approvvigioniamo d’acqua come Conzorzio Zenzano, ha il secondo salto che è già inclinato. C’è già una voragine grossa sul fondo che minaccia le fondamenta, perché ovviamente il fiume continua a scavare. Se si intervenisse in tempi brevi, si potrebbe risolvere il tutto con qualche migliaio di euro, mentre se non si interviene, ci troveremmo a dovere affrontare una spesa ben più cospicua. Anche in questo caso, sollecito gli organi competenti a verificare la mia segnalazione e a intervenire al più presto per evitare ulteriori problemi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
