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Le scuse della polizia al pensionato bloccato per sbaglio

Le scuse della polizia al pensionato bloccato per sbaglio

Il 63enne ricevuto in questura: «Volevano bloccare un rapinatore armato»

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Il pensionato assalito alle spalle, bloccato, gettato contro a un muro e perquisito dalla polizia in via Marconi non è stato abbandonato una seconda volta. Ieri prima una telefonata al mattino e poi un incontro pomeridiano in questura con il vicario del questore. Al 63enne sono andate le scuse a nome di tutta la questura e le spiegazioni circa il blitz. «Ora sono più sereno perchè l’intera vicenda mi è stata chiarita. Quello che mi angosciava, da quel sabato mattina in cui sono stato aggredito all’esterno del supermercato, era il fatto che nessuno si fosse degnato di fornirmi qualche spiegazione. Non ho ricevuto nessun “scusa, ci siamo sbagliati” e nemmeno una risposta. Assomiglio forse a un bandito ricercato? E se è così allora può capitarmi di nuovo di essere immobilizzato e perquisito? E se avessi avuto un movimento brusco, una reazione e tutti quegli agenti armati avessero fatto precipitare la situazione? Invece sono stato mollato in strada: tutti, una volta capito che non cercavano me, se ne sono andati senza dirmi nulla se non che avevano avuto una segnalazione». In questura questa volta, non sono tardate le spiegazioni.

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«Mi è stato riferito - afferma il pensionato - che qualcuno del servizio di sorveglianza del supermercato aveva pensato che io fossi armato, che dentro alla borsa di plastica usata per metterci la spesa io avevo un’arma. E da qui è partito l’allarme. Beh, è assurdo. Io e mio cugino siamo stati all’interno del supermercato almeno una ventina di minuti: ho preso poca roba, ho fatto una lunga fila alla cassa e ho pagato con il bancomat. Sono proprio un grande rapinatore...».

Il blitz della polizia ha avuto come “miccia” la segnalazione della guardia del supermercato ed era avvalorato dal fatto che in questi giorni le forze dell’ordine stanno dando la caccia a banditi violenti, armati anche di fucili, che si sono resi protagonisti di rapine in villa e ad automobilisti. Probabilmente anche la sommaria descrizione dell’uomo si avvicinava a quella dei banditi. Il modus operandi degli agenti è dunque più che giustificato. Forse è mancata una stretta di mano finale. «Bene- conclude il pensionato- ringrazio la questura di avermi ascoltato e aiutato dopo il brutto momento che ho passato».

Stefano Totaro

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