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Azioni Hera e Farmacie Comunali: l’unica speranza è sempre la Fcrmo

Nella logica del Comune i primi mesi dell’anno saranno piuttosto intensi nel rapporto con la Fondazione Cassa di Risparmio. E non solo perchè c’è da rinnovare il vertice dell’unica cassaforte...

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Nella logica del Comune i primi mesi dell’anno saranno piuttosto intensi nel rapporto con la Fondazione Cassa di Risparmio. E non solo perchè c’è da rinnovare il vertice dell’unica cassaforte cittadina. Prima, infatti, l’amministrazione proverà a fare spendere alla Fondazione tutto lo spendibile. Come? Portando avanti quella logica di vendita del patrimonio azionario che lo stesso Muzzarelli ha spiegato nella sua relazione di fine anno.

Sul piatto ci sono due filoni: quello di Hera e quello delle farmacie Comunali. Con Muzzarelli che prima di Natale dice testualmente: «Cercheremo con ogni mezzo ovviamente lecito di fare in modo che le partecipazioni di ciò che venderemo restino sul territorio».

Cominciate a guardarvi intorno poi diteci chi vedete disposto, nella nostra provincia, ad investimenti milionari di questo genere. Il soggetto è sempre e solo uno: la Fondazione Cassa di Risparmio. Acquistare azioni Hera significa aumentare ulteriormente la partecipazione della Fcrmo nella multiutility, dato non trascurabile. Discorso completamente diverso, anche per le proporzioni dell’investimento che sarebbe in questo caso inferiore, la vendita delle Farmacie Comunali: andare sul mercato con questo prodotto non è così semplice, e anche qui servirebbero garanzie. E la Fondazione è una garanzia, per tanti buoni motivi. Le prossime settimane saranno, comunque, decisive in questo senso. Entro la primavera, se si vorranno vedere a bilancio gli effetti, le operazioni dovranno essere definite e poi messe nero su bianco anche nel secondo semestre del 2015. (d.b.)

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