Capodanno al museo Turisti dal mondo per il mito Ferrari
Maranello. Appassionati persino da Brasile e Australia Le feste l’occasione per far tappa alla “casa” del Cavallino
MARANELLO. Un Capodanno a tema Ferrari, per inebriarsi del mito che ancora resiste in tutto il mondo. È quanto hanno deciso di trascorrere i numerosissimi turisti che anche in questi giorni di festa e di fine 2014 hanno preso d’assalto il Museo Ferrari di Maranello, icona famosa a livello internazionale che continua a rappresentare un punto di riferimento per gli appassionati e l’opportunità per Maranello di veicolare turismo.
Via vai delle grandi occasioni, quindi, nella “casa” del Cavallino, dove si sono susseguite le visite di appassionati da ogni parte d’Italia e del mondo, chi per festeggiare il Natale in modo originale, chi per abbinare al viaggio di Capodanno una visita di quelle che non si scordano facilmente. E per tutti “selfie” e fotografie all'ingresso del museo per immortalare quell’attimo e quel momento.
Il fascino e la passione suscitati dal marchio Ferrari sono internazionali e molti dei visitatori del Museo di Maranello provengono da oltre i confini italiani.
Christian, Diana e Peter Haridi, per esempio, sono ungheresi: «Siamo appassionati della Ferrari - dicono - Non è la prima volta che veniamo in Italia, ma è la prima che visitiamo il museo, e forse potremmo noleggiare una macchina». Altre volte, i visitatori vengono da molto più lontano, oltre i confini europei: Ana Serratto, è brasiliana. Studia in Italia, e i suoi genitori Gil e Maria Regina la vengono a trovare per le feste: «Siamo appassionati di automobili - spiegano - inoltre la Ferrari è qualcosa di tipico dell'Italia e ci tenevamo a vederlo». «Ora visitiamo il museo e forse dopo noleggeremo una macchina», raccontano Ana e Michele Santoro, ragazzo italiano che accompagna i Serratto.
Anche Priscila Gava è brasiliana; lei e il suo ragazzo, Marcelo Soares, hanno visitato durante queste festività il museo per la prima volta e sottolineano che «probabilmente non sarà l'ultima». «In futuro, quando ci saremo sistemati, torneremo sicuramente a visitare il museo. Eravamo venuti apposta per provare il simulatore ed è la cosa che ci ha colpito più di tutte. Purtroppo non avremo il tempo per noleggiare una macchia da guidare, ma in futuro probabilmente lo faremo».
Priscila ci tiene a dire di essere «una grande fan della Formula 1. Amo le macchine e la Ferrari e tutto ciò che ruota attorno alla Formula 1, e il Museo Ferrari mi ha suscitato delle grandi emozioni». Pilota preferito? «Per il momento Massa - sorride - ma non credo sarà per sempre. Inoltre, mi ha molto toccato la vicenda di Michael Schumacher, quel che è successo è stato molto triste e speriamo veramente che riesca a riprendersi».
La Ferrari infiamma di passione i cuori internazionali, ma è nella terra natale del Cavallino che suscita i ricordi e le emozioni più forti.
Cristian Gastaldi è qui con i figli e suo padre Aristide, per il quale la visita al museo è un regalo di Natale: «Abbiamo visto il museo e abbiamo fatto il giro del circuito con la navetta», dice Cristian. «Noi siamo appassionati da sempre - racconta Aristide - Io portavo mio figlio a vedere le corse, da piccolo. Nel 1972 e 1973, più o meno, e vedere le macchine nel museo è stata la cosa più emozionante». Ricordi, questi, che ci si chiede se anche le future generazioni italiane potranno rivendicare come propri: «C'è la possibilità che la Ferrari vada all'estero - dice Cristian - ma sarebbe uno scenario figlio dei tempi che corrono».
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