Dà l’estrema unzione alla malata sbagliata
E' successo all'ospedale di Mantova. Una 76enne presa per morente in Rianimazione
Stava solo dormendo: si è svegliata con l’olio sulla fronte. Il prete chiede scusa
MANTOVA. Ha impartito l’estrema unzione alla paziente sbagliata. Quando si è accorto dell’errore il prete, contrito, è tornato sui suoi passi ed ha chiesto scusa all’anziana che nel frattempo però, si è disperata perché pensa di essere in punto di morte. È accaduto venerdì scorso nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Carlo Poma di Mantova.
L’anziana data per morta ora sta meglio e si trova in un letto della Chirurgia amorevolmente assistita da figli e nipoti. Ha 76 anni e abita a San Biagio. «Ciò che stupisce - commenta la figlia che conferma l’episodio - è che il sacerdote sia stato, per così dire, mandato allo sbaraglio. Da solo ha raggiunto la stanza, peraltro sbagliata, dove gli era stata indicata la persona morente. Quanto meno poteva essere accompagnato da un’ infermiera».
Tutto accade nella tarda mattinata di venerdì. La 76enne, che si trova in Rianimazione dopo aver subito un delicato intervento chirurgico, sta riposando. Si apre la porta e sulla soglia compare il sacerdote che si dirige con sicurezza verso il letto della signora. È pronto a impartire il sacramento dell’estrema unzione con l’olio benedetto.
Davanti alla 76enne si ferma un attimo in silenzio, poi le unge la fronte e le mani, accompagnando il gesto con una breve preghiera intesa a ottenere il perdono dei peccati commessi. Ed è proprio nel momento il cui il prete traccia il segno della croce sulla fronte di Ada che quest’ultima si sveglia. Si rende conto di quello che il sacerdote sta facendo e non trattiene la disperazione del momento: «Oh Signor, ma alora a son dré murir. Diu mama, è rivà la me ora!». Pochi istanti dopo vede tornare il prete che, con quasi analoga disperazione, si avvicina e le chiede scusa. «Mi perdoni - le dice - ho sbagliato paziente». «Ho sbagliato paziente? Ma si rende conto della leggerezza?» commenta la figlia che in un primo momento aveva stentato a credere al racconto della madre. «Volevo andare dalla caposala a raccontare il tutto ma mia madre m’ha detto di lasciar perdere». Ora la donna sta molto meglio. È ricoverata in un letto della Chirurgia e, se tutto andrà bene, presto potrà tornare a casa. Ma non potrà certo scordare la paura di non aver più una speranza di vita. (g.o.)
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