«Di qui non ci muoviamo» Nomadi contro il Comune di Carpi
È ancora braccio di ferro tra amministrazione e sinti collocati dietro la piscina L’assessore: «I nostri terreni indisponibili, attendiamo la nuova legge regionale»
Così come accadeva quando il campo si trovava in via Nuova Ponente, è di nuovo braccio di ferro tra i sinti collocati dietro all’attuale piscina e l’amministrazione comunale. Da una parte ci sono i sinti che non vogliono andarsene dall’attuale campo, dall’altra il Comune, come anticipato dalla Gazzetta, è in attesa di una legge regionale che faccia chiarezza sulle opportunità per consentire ai sinti di intraprendere un percorso di autonomia. Ovvero di acquistare un terreno di loro proprietà. «Non ci hanno prospettato nessuna soluzione, se non quella di comprare un’area dove trasferirci – spiegano i nomadi del campo dietro le piscine – ma noi non siamo in grado di farlo. Né abbiamo più sentito parlare delle borse lavoro promesse. Per mantenerci vendiamo qualche centrino, oggetti che ormai non vuole più nessuno…». L’assessore Depietri ribadisce che si tratta «di un campo temporaneo e occorrerà valutare, attraverso la nuova legge regionale, quali sono le opportunità per sbloccare la situazione. I terreni comunali non saranno a disposizione», aggiunge Depietri, rispondendo indirettamente alla proposta del comitato Per Cortile, che aveva lanciato l’idea di spostare i sinti in aree di risulta, ovvero spazi di terra confinanti con ‘verde’ e strade, vicini anche alla zona industriale. «Con il comitato Per Cortile avremo un incontro a fine gennaio – specifica Depietri – nel frattempo, il 21 verrà l’assessore regionale al Welfare Elisabetta Gualmini a presentare il suo libro alla Loria: sarà occasione per chiederle a che punto è la legge». Le opposizioni, d’altro lato, puntano l’accento su una soluzione pensata come temporanea che sta diventando permanente. «E lo sta diventando a spese pubbliche – attacca Roberto Benatti, Pdl – ricordiamo che per sbancare l’area dietro le piscine sono stati spesi 70mila euro». E la scorsa primavera i sinti si sono rivelati fastidiosi anche per il gruppo di giostrai che d’inverno sosta dall’altra parte della zona fiera, tanto che hanno dovuto studiare una disposizione diversa di alcuni dettagli dell’ultimo luna park. Alla piscina, invece, la situazione è paradossale. «Preferisco avere i nomadi lì di fianco perché è difficile che facciano danni vicino a dove sostano – spiega Daniela Meletti, direttrice dell’attuale impianto – Lo si sapeva fin dall’inizio che la temporaneità con queste situazioni non ha senso. Anche prima, in via Nuova Ponente, è stata provvisoria... per 40 anni». Da noi i nomadi sono venuti un giorno soltanto, gli è stato detto che non sono ospiti graditi e non si sono più fatti vivi». Enrico Pavarotti, vice presidente della Bocciofila, dice che “la situazione ora è più sicura rispetto a prima».
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