Due cariche, ricorso anti-Costi?
Il Pd carpigiano medita di rivolgersi ai garanti del Pd per “toglierle” il seggio
Le festività natalizie non hanno attenuato l’umore nero che regna nel Pd carpigiano provocato sia dalla mancata elezione dell’ex sindaco Enrico Campedelli all’assemblea della Regione, sia dalla decisione di Palma Costi di ricoprire l’incarico di assessore senza abbandonare il ruolo di consigliere. Decisione, quest’ultima, che ha bloccato l’ingresso dell’ex primo cittadino fra i consiglieri, in qualità di primo dei non eletti. In questi giorni si susseguono fitte consultazioni all’intero del partito per decidere quali saranno le prossime mosse. In particolare, il Pd di Carpi sta valutando se e come rivolgersi alla Commissione di garanzia e, secondo più di una fonte che sta studiando approfonditamente il caso, ci sono gli estremi per farlo con successo. Lo statuto regionale del Pd, infatti, vieta di ricoprire due cariche e c’è chi è pronto ad estrapolare la norma per evidenziare come la posizione di Palma Costi non sia compatibile con quanto stabilito dal partito di cui fa parte. Mossa che dovrebbe riaprire i giochi a favore di Campedelli. «Lo statuto del Pd regionale vieta di avere due cariche. Tradotto: non si può essere in giunta e in consiglio, secondo l’articolo 19 comma 3. Se si sta in un partito si deve stare alle regole che quel partito ha deciso di darsi» fa sapere qualcuno. La volontà di Palma Costi di conservare entrambi i ruoli era nell’aria da settimane, ma qualcuno ha sperato fino all’ultimo che rinunciasse all’incarico di consigliere. Carpi, senza Campedelli, resta infatti isolata. Inoltre, secondo alcuni all’interno del partito, l’ingresso dell’ex sindaco avrebbe ampliato la rappresentanza dello stesso Pd. Prima di Natale la mancata elezione di “Campe” era stata il tema di un’accesa riunione del Pd in cui l’assessore Stefania Gasparini ha chiesto di dimettersi alla presidente dell’assemblea Mariella Lugli, perché Lugli ha ammesso di non avere fatto campagna elettorale per Campedelli. Ora la guerra interna non è finita. E si pensa a come fare valere lo statuto nei confronti della consigliera e assessora Costi. Nel frattempo, Palma ha dichiarato di non avere rinunciato all’incarico di consigliere per una questione di «coerenza verso le migliaia di persone che mi hanno votato» ha detto al nostro giornale, ponendo l’accento sul fatto che, ricevendo uno stipendio solo, il doppio incarico allevia il bilancio dell’ente di via Aldo Moro.
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