Fondazione, c’è il rinnovo Muzzarelli cerca il colpo
Nella doppia veste di sindaco e presidente della Provincia dovrà nominare sei consiglieri tra i 17 designati dagli enti che poi decideranno chi comanderà
Si chiude un anno nel quale la politica è stata autentica protagonista: due volte al voto tra Amministrative (insieme alle Europee) e Regionali, al quale si sono aggiunte anche due primarie per i simpatizzanti del Pd. da questo punto di vista il 2015 dovrebbe essere molto meno attivo.
L’unica vera scadenza oggi certa non è di natura politica, anche se la politica avrà un ruolo, eccome se lo avrà: nel 2015, infatti, si rinnoveranno i vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Per chi non lo sapesse la Fondazione - una delle 88 fondazioni di origine bancaria italiane, nate con la legge Amato del 1990 che portò alla privatizzazione delle Casse di Risparmio e delle Banche del Monte e, al tempo stesso, sancì la separazione dell’attività creditizia da quella filantropica - è l’unico ente in grado di finanziare progetti. L’unico ente che può scegliere cosa fare. L’unico ente che può programmare. L’unico ente che può fare la differenza in materia di investimenti. L’unico ente che dispone di soldi. Soldi veri (basta dare un’occhiata alla tabelle qui accanto che riassumo l’ultima annata della Fcrmo). L’unico ente in grado di salvare, come ha fatto in questi anni, il Comune. E continuerà a farlo anche l’anno prossimo (vedi box qui a lato).
L’unico ente, insomma, che davvero conta. L’unico centro di potere. E scatterà la corsa. Anzi, è già scattata.
Le elezioni saranno in autunno, ma le grandi manovre di avvicinamento necessitano di tempo per tessere gli accordi. Chi li sta mettendo in fila è proprio il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Per la prima volta nella storia della Fondazione, infatti, su una stessa persona ricadrà il compito (onere certamente, ma anche vantaggio) di nominare ben sei dei 17 componenti designati dagli enti. Lo statuto della Fondazione prevede che il consiglio di indirizzo, dal quale uscirà il prossimo presidente, sia composto così come segue: quattro membri nominati dal Comune di Modena, due dalla Provincia di Modena (e questi spettano a Muzzarelli), uno dal Comune di Sassuolo, uno dal Comune di Pavullo, uno dal Comune di Castelfranco, due dalla Camera di Commercio, tre dall’Università, due dal centro Servizi per il Volontariato e uno dall’Arcidiocesi. Altri tre, per arrivare a venti membri, saranno nominati per cooptazione da parte dello stesso consiglio, tra personalità di chiara e indiscussa fama.
A che mondi faranno riferimento i nomi di Muzzarelli, dal momento che tra quelli finirà per esserci il futuro presidente? Con quali logiche saranno scelti? Fino ad oggi sono stati soprattutto criteri compensativi, figli di un’epoca che ha chiuso i battenti. Per questo sarà difficile vedere alla presidenza, per i prossimi cinque anni, un nome noto e di chiara provenienza politica. Potrebbe davvero, anche in questo senso, essere l’anno della svolta.
@dvdberti
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