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I sindaci: «Ricostruzione Il 2015 anno della verità»

di Giovanni Vassallo
I sindaci: «Ricostruzione Il 2015 anno della verità»

Rinnovato l’impegno per accelerare la sistemazione delle abitazioni dei privati Ma per i map e i centri storici slittano le scadenze. Ecco le opere pubbliche

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Finisce il 2014 e si entra nel 2015 (definito da più parti l’anno decisivo per la ricostruzione). Anche per la Bassa è tempo di riflessioni e progetti e i “sindaci del terremoto” fanno il punto della situazione.

Una delle problematiche clamorosamente evidenti è quella della ricostruzione privata. Mentre Luisa Turci di Novi si sofferma su alcuni dati (63 milioni di contributi concessi, 21 milioni i Sal erogati e 306 le cambiali emesse), Luca Prandini di Concordia sottolinea come «sia giunto il momento delle E, anche se ci vorrà diverso tempo prima di chiudere definitivamente il discorso».

Maino Benatti afferma come a Mirandola la ricostruzione sia al 50 %, mentre Lisa Luppi evidenzia come a Cavezzo siano 68 i milioni erogati, attendendosi per il 2015 l’arrivo di altre 150 pratiche Mude.

Alberto Silvestri a San Felice invece parla di una «ricostruzione al 35%», anche se «i ritmi sono più che accettabili considerando l'iniziale assenza di un quadro normativo».

Altrettanto critica è la questione relativa ai Map. A Novi nel 2015 l’obiettivo è quello di svuotare 30 moduli, cercando percorsi d’uscita per i più indigenti. Concordia, nel gennaio 2013, si è invece vista assegnare 94 container, 73 dei quali ancora occupati, mentre altri 5-6 si libereranno entro fine gennaio. Mirandola è passata dai 260 iniziali ai 140 attuali, e per il 2015 si prevede una drastica riduzione. A Cavezzo sono 40 i nuclei familiari che tuttora abitano nei prefabbricati, ma in questo caso la chiusura entro dicembre 2015 appare improbabile. San Felice dice di contare attualmente 50 Map, ed entro febbraio è prevista la chiusura di altri 10.

Va meglio con la ricostruzione pubblica: se Novi ha stipulato una convenzione con Reggio per la progettazione della nuova casa protetta, a Concordia in primavera partirà il cantiere del cimitero monumentale e della scuola di musica.

Mirandola si pone come obiettivo la chiusura della parte progettuale relativa al ramo storico-artistico, mentre Cavezzo dedica attenzione allo sport (bocciodromo, palazzetto e palestra di via Allende).

Tempi più lunghi a San Felice, soprattutto per ciò che concerne centro sportivo, teatro e la Rocca.

Situazioni diverse anche per quanto riguarda i centri storici: quello di Novi buona parte degli edifici é in mano a privati, a Concordia si punta a sistemare la viabilità. Anche Mirandola ha approvato il Piano Organico, con Benatti che si dice pronto a «chiedere alla Regione le risorse necessarie per la riqualificazione», mentre Cavezzo ha beneficiato di «minori vincoli e tutele» che hanno permesso “una ricostruzione più celere rispetto ad altri”. Buona parte del centro di San Felice é in fase progettuale, anche se «occorre rispettare i tempi prestabiliti per ottenere una buona ricostruzione».

Differenti infine le priorità per il 2015: a Novi verrà inaugurata la scuola di musica, partirà il cantiere del polo culturale ed arriverà a compimento la progettazione del polo scolastico di Rovereto. Prandini punta alla riduzione della zona dei Map, per realizzarvi la nuova scuola media. A Mirandola partiranno i cantieri di teatro, castello e biblioteca (difficilmente quello del Municipio), ma tutto sommato più che di cantieri si parla di concludere la fase di progettazione».

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