Naufragio, salvo un modenese
Claudio Roveri era a bordo della nave in fiamme: «Ho visto bruciare la mia auto, dentro avevo tutto»
«Sono andato di sotto dove stavano bruciando i mezzi, camion e macchine tutti insieme. Ho fatto giusto in tempo a vedere la mia auto finire tra le fiamme: dentro c’erano i bagagli, i documenti, i computer, di tutto».
Il Tg1 è iniziato da poco quando dal filmato sulla tragedia della Norman Atlantic appaiono le immagini e la voce di Claudio Roveri, 64 anni, modenese, uno degli scampati dal rogo della nave al largo dell’Adriatico. All’inviato della Rai consegna frammenti di ricordi, pochi secondi in tutto, ma bastano ai suoi ex compagni di scuola per riconoscerlo e tirare un sospiro di sollievo.
«Temevo che potesse essere su quella nave - dice un suo amico, ora dipendente comunale alla Galleria Civica e suo coetaneo - perchè ogni anno ripassa in Italia per andare a sciare. Dopo il diploma all’istituto d’arte Venturi e un paio d’anni all’università, Claudio si è trasferito in Germania, a Berlino, e lì si è sistemato. Ha messo su famiglia, ha sposato una tedesca e diversi anni fa ha scelto di cambiare vita trasferendosi assieme ai due figli a Creta, dove gestisce un piccolo ristorante a due passi dalla spiaggia. Qualche tempo fa aveva allargato la sua attività anche a una scuola di vela con noleggio di catamarani, sempre nella spiaggia vicina. Poi credo che l’abbia venduta e ora è un tranquillo signore che vive tutto l’anno in Grecia e ogni tanto si sposta nelle sue due patrie, Modena e Berlino. Sono contento che nella disgrazia a bordo lui si sia salvato senza conseguenze».
Roveri ci ha rimesso auto, documenti e portafoglio ma è salvo. Ai giornalisti che cercavano qualche testimonianza si è presentato ancora intirizzito, dopo le ore passate in coperta per evitare le fiamme che risalivano dai garage della nave sino ai ponti superiori.
Il suo accento, nonostante i quarant’anni all’estero, è rimasto inesorabilmente modenese. Il suo ristorante, se la testimonianza di altri suoi conoscenti è esatta, dovrebbe essere il Cà Nova di Mirtos, a non molta distanza dal capoluogo dell’isola greca, Heraclion.
Un paese piccolo, con un grappolo di alberghi e piccoli ristoranti che offrono cucina locale, ma in cui l’unico gestito da un’italiano fornisce, come testimoniano i viaggiatori, ottime pizze sul forno a legna e soprattutto la piadina, oltre a un impareggiabile espresso italiano, fatto con tutti i crismi. La sua mini-scuola di vela, ribattezzata “Scirocco”, anche adesso che è passata di mano resta comunque collegata ai vacanzieri che frequentano il buen retiro di Creta in tutte le stagioni. E nel periodo più tranquillo, a cavallo di Capodanno, Roveri torna in Italia prima di andare in Germania. A Modena vive la sorella e in Liguria il fratello, ma i suoi orizzonti sono comunque diversi. «Qui in città si ferma di solito poche ore - conclude l’amico - giusto il tempo di salutare gli amici. Poi dopo gli sci rentra in Grecia».
Saverio Cioce
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