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GIUSTIZIA

Zincani: «Procura sotto organico»

Il procuratore va in pensione: «Il rammarico: non essere riuscito a potenziarla»

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«Il mio grande rammarico, dopo i miei sei anni passati a Modena, è di aver lasciato questa procura con le stesse carenze in cui l’avevo trovata. Anzi, devo constatare che la situazione è peggiorata: mi riferisco alle gravi mancanze di personale, i funzionari amministrativi ora sono addirittura dimezzati. Ciononostante questa procura, fra l’altro premiata dal giudizio della recente ispezione ministeriale come una procura fra le migliori d’Italia, si è sempre battuta per la giustizia nei confronti dei più deboli, si è distinta per serietà e trasparenza» Così Vito Zincani, il procuratore capo di Modena che ieri mattina, nell’ufficio di corso Canalgrande, era alle prese con alcuni scatoloni dove riporre fogli, foglietti, libri e ricordi, «piccole cose importantissime, ma solo per me».

Dalla mezzanotte di Capodanno andrà in pensione, si ritirerà nella sua Bologna dove continuerà, fra l’altro, ad insegnare e dove ha uno studio legale, proprio sotto alle due torri. «Devo dire che Modena ha un carattere tutto suo, che la distingue dalle altre città emiliane: i modenesi sono laboriosi, impegnati, hanno fatto di questa provincia una eccellenza nazionale e anche mondiale. Anche il territorio è particolare, non vi è concentrazione solo nell’area della città di Modena, ma ci sono altre città grandi come Sassuolo, Carpi. Un territorio vivo e vasto e che necessiterebbe, per essere controllato e tutelato, di organici proporzionati, ma così non è. In questi anni, complice la crisi, sono aumentati i reati di impresa (sicurezza sul lavoro, evasioni fiscali, fallimenti) e reati legati al territorio, la cui manutenzione è fondamentale».

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