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Pavullo

In 150 sfilano pregando per la pace

di Daniele Montanari
In 150 sfilano pregando per la pace

Alla tradizionale marcia di inizio anno anche il neo-parroco don Roberto e i frati Minori appena arrivati in paese

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PAVULLO. Quasi 150 persone hanno voluto esserci ieri pomeriggio a Pavullo per il tradizionale appuntamento di inizio anno con la Marcia della Pace. Un’iniziativa che si conferma particolarmente sentita sia in omaggio alla Giornata Mondiale a tema, sia per farsi gli auguri in modo diverso e più intimo. Il corteo, dopo le preghiere introduttive e i canti, è partito alle 16.30 dal piazzale davanti alla chiesa di Monteobizzo (la marcia è organizzata da questa parrocchia insieme a quella centrale di San Bartolomeo) per snodarsi lungo le vie Corsini e Giardini, attraversare tutto il centro storico e concludersi quindi nel piazzale della chiesa di San Bartolomeo. Insieme, persone di tutte le età: dai bambini, ai ragazzi, gli adulti e gli anziani, in un’occasione che si conferma particolarmente preziosa per fare comunità. Ma quest’anno è stata resa speciale anche dalla partecipazione dei volti religiosi nuovi di Pavullo: il giovane don Roberto Montecchi, che il 13 settembre ha fatto il suo ingresso nella parrocchia di San Bartolomeo e i Frati Minori del Vangelo che dal 4 ottobre hanno iniziato la loro presenza nel convento dopo la partenza dei Frati Cappuccini. Già, perché non potevano non trovarsi insieme in un momento come questo.

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«È un modo per metterci in comunione con il Santo Padre e la preghiera universale per la pace - ha osservato don Roberto - riflettiamo sul messaggio di Papa Francesco ma vogliamo ricordare anche la pace di cui abbiamo tutti bisogno. Pace nei luoghi del mondo dove c’è una guerra fatta di armi, ma pace anche nei cuori, nelle nostre famiglie e nella nostra comunità. Tutti ne abbiamo bisogno se vogliamo vivere un anno di serenità e gioia, e credo che sia bello augurarsi questo oggi».

«Fraternità e pace sono il cuore del messaggio che ci hanno lasciato Francesco e Chiara - ha sottolineato frate Franco, vicario del convento - ed è naturale per noi essere qui». Ed è stata anche l’occasione per un primo bilancio della presenza a Pavullo, dopo tre mesi: «Siamo contenti, la comunità ci ha accolto molto bene e ha capito che al centro della nostra regola c’è la povertà assoluta. Si sta creando un legame e ci sono tante persone che condividono momenti di preghiera con noi. È molto bello».

Ideale di povertà che ha portato anche ieri, con temperature gelide, a fare la marcia scalzi nei classici sandali francescani: «Il nostro stile di vita è fatto così - ha spiegato il giovane frate Pietro - e ormai è un abitudine. Beh sì, delle volte vengono anche i geloni, ma poi passano». Al centro della marcia, la riflessione sul messaggio di Papa Francesco “Non più schiavi ma fratelli, con il ricordo delle molteplici forme di schiavitù, fisica e morale, che segnano la società. Ma anche tante citazioni di premi Nobel per la pace e di figure che hanno scritto pagine straordinarie di solidarietà umana.

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