L’anno nuovo inizia con una scossa di 2,5
Il terremoto risveglia bruscamente le persone tra Finale e San Martino Spino. Gente in strada
FINALE. “Chi lo fa a Capodanno, festeggia tutto l’anno” oppure “è stata una botta di vita” e ancora “l’avran svegliato i botti”, richiamando ironicamente l’ordinanza anti-petardi emessa dal sindaco di Finale e che non pare aver trovato terreno fertile e condivisione operativa visto lo spettacolo pirotecnico che si è scatenato sul cielo del paese allo scoccare della mezzanotte. Il popolo della Bassa ha provato a esorcizzare sui social network lo spavento del terremoto, che per non farsi dimenticare si è ripresentato alle 9 di ieri mattina, quando ancora tanta gente stava dormendo dopo la lunga nottata di festa e celebrazioni. Un boato lungo e secco, a cui ha fatto seguito il classico tremolio di suppellettili e mura domestiche. Molti sono stati svegliati bruscamente, chi invece era già operativo ha scelto di allontanarsi per qualche minuto da casa per poi farvi rientro viste anche le temperature polari.
Non ci sono danni e a dire la verità nessuno ha disposto controlli più accurati dal momento che non sono giunte telefonate ai centri di soccorso quali possono essere vigili del fuoco o Protezione civile, ma senza dubbio le continue scosse, anche se distanziate di settimane, non possono certo fare bene alle migliaia di abitazioni ancora inagibili, le cui ferite si allargano poco a poco, silenziosamente, almeno fino a quando un’impresa edile non andrà a metterci mano. E se si prende per buono quello che il sindaco Ferioli ha detto pochi giorni fa («Di questo passo finiremo di ricostruire nel 2020»), allora quelle che oggi sono soltanto piccole fessure tra qualche mese diventeranno grandi crepe.
Magnitudo 2,5, profondità 5 chilometri, epicentro localizzato in via Imperiale, a pochi passi da San Martino Spino e il territorio del Comune di Finale: ecco le coordinate del sisma di ieri mattina, diffuse dal sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La zona è sempre la stessa - siamo a qualche centinaia di metri dall’ormai famosa via Fruttarola - così come è il medesimo il raggio d’azione, che comprende anche Mirandola e San Felice, oltre a Medolla e Camposanto.
L’ultimo episodio sismico risaliva al 13 dicembre, con la terra che aveva tremato con magnitudo 3,2. E tornando indietro nel tempo, ecco che la cronologia si ferma al 30 novembre, quando un altro “colpo” da 2,4 aveva generato apprensione e allerta. (fd)
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