«Saccheggiano il Panaro con la scusa di fare lavori»
San Cesario. Le liste civiche denunciano l’asportazione massiccia di ghiaia «I cavatori si prendono 6mila metri cubi al giorno, un eccesso senza controlli»
SAN CESARIO. È di nuovo polemica sulle escavazioni di ghiaia in Panaro.
A scatenarle sono Sabina Piccinini, capogruppo della lista civica “Nuovo San Cesario”, e Paola Forghieri, portavoce della lista civica “Spilamberto libera e responsabile”. In una nota congiunta, la Piccinini e la Forghieri denunciano: «Da diverse settimane, ci sono cavatori di ghiaia in azione lungo il Panaro, dal Ponte dell’Altolà fino a quello della Pedemontana. Si estrae ghiaia in cambio di interventi urgenti di messa in sicurezza dell’alveo fluviale, una sorta di “baratto” fra cavatori e Regione, la quale ha autorizzato gli scavi con ordinanza numero 3 del 5 giugno 2014, in cambio dell’asportazione di 20.000 metri cubi di ghiaia. Gli scavi in alveo sono vietati per legge perché, oltre ad essere dannosi per le piante e per la fauna, modificano le pendenze naturali dei corsi d’acqua e possono determinare una forte erosione delle sponde dei fiumi con conseguente crescita del rischio idrogeologico. Tolta la ghiaia il fiume scorrerà più velocemente continuando a causare danni ad argini e ponti, mettendo a rischio le zone con minor pendenza dove l’acqua vi arriva ad una velocità difficilmente controllabile. In passato i fiumi a carattere torrentizio come il Panaro, ricchi di ghiaia di grande pregio commerciale, sono stati considerati alla stregua di bancomat di inerti. Gli scavi si protraggono ormai da settimane, i cavatori circolano liberamente lungo il fiume fra i Comuni di San Cesario, Spilamberto e Savignano e chiunque può notare il traffico di camion carichi di ghiaia in uscita dall’alveo. Sono bastate due passeggiate per rendersi conto di quanta ghiaia può essere estratta con le escavazioni in alveo, come documentato nel video all’indirizzo: http://youtu.be/qEA0NORV7hA. I tre scavatori in azione caricano ghiaia al ritmo di un camion ogni cinque minuti. Ogni camion trasporta 320 quintali di ghiaia, equivalenti a 20 metri cubi. Ne deriva che dal fiume possono uscire 60 metri cubi di ghiaia ogni cinque minuti, 720 metri cubi ogni ora, 5.760 metri cubi di ghiaia in un giorno di otto ore lavorative. In altre parole, al ritmo di escavazione riscontrato basterebbero quattro giorni di scavi per raggiungere la quota di 20 mila metri cubi stabilita dalla Regione e pagare abbondantemente i lavori di messa in sicurezza idraulica. Vorremmo essere smentiti, ma solo un controllo costante dell’attività in fiume potrebbe comprovare il contrario e assicurare che la movimentazione di ghiaia avvenga asportando unicamente la quota di materiale concordato. Chi può garantire che un necessario intervento idraulico non si trasformi in una vera e propria rapina permanente di ghiaia? Altrimenti Regione e Comuni stabiliscano corrispettivi in denaro, ricavabili magari dalla vendita diretta della ghiaia asportata». (m.ped.)
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