Emilia Romagna, nel 2015 +1% del Pil
Le previsioni di Unioncamere regionale e Prometeia. La disoccupazione scenderà all’8,3%
Mentre va in archivio un 2014 ancora fortemente segnato dalla crisi, nel 2015 per la regione Emilia Romagna si può aprire qualche spiraglio di possibile ripresa. La conferma arriva dall'ultima edizione dello scenario di previsione macro-economica realizzato da Unioncamere Emilia-Romagna, in collaborazione con Prometeia, che propone un miglioramento prospettico della crescita, che nel 2015 potrebbe salire all'1,0 per cento relativamente al prodotto interno lordo. Bene le esportazioni, si riprenderanno gli investimenti e risaliranno i consumi. Piccoli passi avanti per l'occupazione. La disoccupazione si ridurrà all'8,3 per cento.
Entrando nel dettaglio delle rilevazioni, da sottolineare la crescita delle esportazioni (+3,8 per cento) mentre si avvia la ripresa degli investimenti (+0,3 per cento). Si conferma pure una ripresa dei consumi (+0,8 per cento).
La previsione si fonda su un quadro di ripresa della crescita mondiale e di diffusione della crescita tra i Paesi dell'area dell'euro ed è quindi soggetta a possibili forti rischi di revisione al ribasso. Secondo le stime Ocse di fine novembre, la crescita mondiale sarà del 3,7 per cento nel 2015, in aumento. Accelera sostanzialmente la ripresa statunitense (+3,1 per cento) e leggermente quella che riguarda l'area dell'euro (+1,1 per cento), al cui interno la crescita sarà diffusa in tutti i Paesi, ma non omogenea per intensità. Tra i Paesi principali, sarà in rallentamento in Germania (+1,1 per cento) e in accelerazione in Francia (+0,8 per cento) e in Spagna (+1,7 per cento). L'Italia uscirà dalla recessione (+0,2 per cento).
Riguardo i settori, questo 2015 sarà un anno di ripresa per l'industria e per i servizi regionali, il valore aggiunto salirà dello 0,9 e dell'1,2 per cento, mentre proseguirà la recessione nelle costruzioni (-0,6 per cento).
Nel mercato del lavoro, nonostante la ripresa, il quadro resta cupo. Il tasso di attività scenderà dal 47,3 al 46,8 per cento. Gli occupati saliranno dello 0,1 per cento. Il tasso di disoccupazione, pari al 2,9 per cento nel 2007, dovrebbe ridursi, ma solo dall'8,5 all'8,3 per cento.
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