Veleni Giordano-Severi: lui accusa gli hacker, Procura già in azione
L’ufficiale cancella il profilo Facebook e sostiene la tesi del complotto, il pm vuole vederci chiaro
No comment a tutti i livelli. Questa l’unica risposta dagli ambienti della Guardia di Finanza sulla piccante querelle Giordano-Severi. Dai corridoi, tuttavia, oltre ad un profondo imbarazzo, filtrano timidi segnali di “apertura di credito” nei confronti dell’ex-comandante provinciale e della sua versione. Nessuno vuole credere che un alto ufficiale delle Fiamme Gialle possa arrivare a fare una cosa talmente assurda, rischiando di compromettere il proprio futuro professionale. «Va bene essere impazziti d’amore, ma a tutto c’è un limiter» è la sintesi sussurrata. E quindi si vorrebbe credere che la tesi di Giordano sia plausibile.
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Ossia: l’alto ufficiale vittima di un hacker che in rapida successione dovrebbe essere riuscito a: entrare nel pc personale del colonnello, copiare le immagini dei momenti di intimità della coppia, pubblicarli insinuandosi nel profilo Facebook del colonnello. Non solo, ma questo hacker sarebbe stato in grado di venire in possesso della lettera fotografata o digitalizzata e di allegarla alla galleria di immagini. Non solo: c’è chi sostiene che la lettera sia un clamoroso falso: Questo hacker l’avrebbe falsificata scrivendola a mano e dando sfogo alla fantasia nei confronti della stilista. Per provare tutto ciò, il colonnello avrebbe intenzione di affidare il suo pc ad un perito, oltre a ricorrere a sua volta a una denuncia nei confronti di ignoti.
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Di sicuro, fino a ieri lo stesso Giordano non ha parlato di questo clamoroso complotto di cui sarebbe rimasto vittima con la Severi. E non ha nemmeno ritenuto di dover pubblicamente intervenire per denunciare questo incredibile attacco hacker. Ci penserà quindi la magistratura, che pare intenzionata a voler vederci chiaro. ll magistrato di turno Enrico Stefani vaglierà la lettera pubblicata su Facebook, e rilanciata da un sito web. Sarà anche chiamato a valutarne i contenuti: Giordano, fra i tanti veleni, parla di bilanci falsi e di capitali spostati all’estero. L’azienda della Severi ha smentito, ma se per ipotesi fosse confermato, per il colonnello si potrebbero ipotizzare vari reati, a cominciare dall’abuso d’ufficio e dall’omissione: perchè non intervenne all’epoca in cui comandava la Finanza di Modena?
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