Morto un anno fa: il Comune gli chiede undici euro di Tari
Bolletta dei rifiuti di un modenese deceduto caricata sul Rid del figlio ed erede. A casa del defunto arriva anche la lettera
Il Comune di Modena ha fatto pagare la Tari a un morto.
In passato era spesso accaduto che qualche cittadino avesse fatto il furbo continuando ad esempio ad incassare la pensione del caro esitinto. Ma in questo caso le cose si sono rovesciate. Non è stato un cittadino mettere a segno la furbata nei confronti di un ente, ma l'ente stesso - il Comune - a mettere a segno il "colpo" nei confronti di un modenese passato a miglior vita. Una persona che se ne è andata non da alcuni giorni, settimane o mesi, ma da un anno.
Raffaele Salinaro, ha infatti cessato di vivere il 3 gennaio 2014. Il defunto aveva tutte le utenze e i pagamenti vari - i così detti Rid - accreditati sul suo conto corrente bancario. All'atto del decesso ovviamente, come prevede la legge, l'istituto di credito ha bloccato il suo conto corrente. Per evitare spiacevoli disguidi e mancati pagamenti, gli eredi hanno fatto trasferire tutti i Rid su uno dei propri conti correnti. Grazie a questa solerzia, tutti i pagamenti sono andati a buon fine. Anche la Tari da versare al Comune relativa all'appartamento di proprietà del caro estinto, diverso da quello degli eredi.
All'intestatario del conto corrente dove erano stati trasferiti i Rid di Raffaele Salinaro è regolarmente pervenuto il titributo Tari della sua abitazione.
Tutte e tre le rate sono state regolarmente e puntualmente saldate dalla banca. Anche l'ultima da versare entro il 31 dicembre 2014.
Ma ecco che succede l'imprevisto. Poco prima del 20 dicembre un erede trova una busta bianca nelle cassetta delle lettere del compianto. Di cosa si tratta? Del tributo Tari, la tassa sui rifiuti. La lettera è indirizzata personalmente al defunto (da un anno) Raffaele Salinaro e il totale da pagare è di 11 euro, ovviamente accreditato sul conto corrente dell'erede. Quest'ultimo, basito e rattristato - non è bello ricevere una lettera indirizzata a un caro che non c'è più e poi dal Comune che pure ha un registro dei nati e dei morti e quindi dovrebbe sapere - ha contattato l'esattore Hera (estraneo alla vicenda, ndr).
Una gentile centralinista del call center, non solo ha controllato come tutti i pagamenti precedenti fossero regolari, ma lei stessa si è stupita di quanto stava accadendo e consultandosi anche con i colleghi e regolamento alla mano («Tra l'altro come si legge sulle disposizioni comunali le cifre inferiori al 11 euro non sono da versare e questa cifra è di 10, 84 euro arrotondati a 11», ha spiegato la centralinista) ha invitato l'erede del compianto a bloccare il pagamento in banca. Cosa che non è stato possibile fare, in quanto il Rid era già stato inserito. Poi è sempre meglio pagare e successivamente “contestare”, o meglio, in questo caso cercare di capire perché un Comune come quello di Modena esiga un pagamento da un defunto.
È possibile che lo stesso Comune replichi come giustificazione della topica spiegando che si tratta di un conguaglio. Se così fosse di quale conguaglio si tratta, non si sa. Forse quello dei tre giorni di sopravvvivenza da inizio anno del caro estinto...
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