Gazzetta di Modena

Modena

Prima messa a Finale degli ortodossi ospiti del Comune

di Manuele Palazzi
Prima messa a Finale degli ortodossi ospiti del Comune

Sono al Coc, cercano una sede e il parroco offre l’ex cinema La cittadina già ospita chiese e cimiteri delle altre religioni

3 MINUTI DI LETTURA





FINALE. Il primo giorno del 2015 ha coinciso con la prima messa ortodossa presso il tendone Coc di via Monte Grappa.

Il sacerdote rumeno Ioan Lucian Podar, originario di Zalau in Transilvania, racconta di essere stato chiamato direttamente dall’episcopia rumena in Italia per gestire la comunità della Bassa, che per il momento ha sede nella tensostruttura finalese, almeno fino alla data del 12 gennaio.

Intanto l’attività religiosa non si interrompe: òa prossima Messa sarà celebrata il 6 gennaio, martedì, alle ore 10 del mattino.

Per la richiesta di fruizione della sala, padre Ioan Lucian è stato aiutato dalla consigliera comunale di centrosinistra Laura Lodi e dalla famiglia Buzoianu - Gheorghe e Dorina - che sono a Finale dal 2012, dove al momento dimora.

Con l’aiuto di queste persone il sacerdote ha potuto effettuare la la stesura della domanda da protocollare in Comune. A stretto giro di posta è arrivato il parere positivo dal sindaco Fernando Ferioli.

La sala di via Monte Grappa resta però una soluzione temporanea, nonostante la disponibilità della comunità ortodossa a coprire le spese di gestione e la cura del riordino durante e al termine delle funzioni. Ma la parrocchia finalese si è subito resa disponibile a trovare una soluzione stabile, senza sottilizzare sulle differenze di rito rispetto a quello strettamente cattolico della tradizione locale.

E infatti il parroco di Finale don Ettore Rovatti ha individuato nello spazio dell'ex sede della Caritas e vecchio cinema di via Matteotti 5, una sede ideale per la nuova chiesa ortodossa. Chiesa che sarà intitolata a San Dimitri. Monsignor Rovatti ha accompagnato il gesto di disponibilità a parole di fratellanza e amicizia tra le Chiese cristiane.

La comunità ortodossa della Bassa conta oggi circa un centinaio di persone, di cui gran parte emigrate dai paesi dell'est europeo. Data la disponibilità per l'insediamento, padre Ioan si trasferirà con la sua numerosa famiglia di 5 figli nel comune finalese per la missione liturgica.

Così a Finale si aggiunge un altro tassello della grande rete multiculturale e religiosa già preesistente, esemplificata anzitutto dal centenario cimitero ebraico, meta di visite guidate, fondato nel 1600 circa da Donato Donati. È il simbolo della comunità ebraica che ha fatto la storia del paese nel suo centro con il ghetto e la sinagoga oggi dismessi. Poi c’è il cimitero islamico recentemente istituito a Massa per ospitare un bambino deceduto, e la Moschea in località Selvabella. Ancora, l’imponente “Casa del Regno” dei testimoni di Geova sulla strada ferrarese verso Reno Finalese, o la sede dei buddisti Tzu Chi da Taiwan negli uffici della Croce rossa, che ogni anno portano contributi per le famiglie più povere e regalano un po’ di folklore orientale. Il tutto ad aggiungersi alle sette chiese cattoliche disseminate nel territorio finalese, devastate però dal terremoto del 2012, e la ristrutturazione della Chiesa del Seminario come nuovo centro ecclesiastico con le nuove scuole Sacro cuore ricostruite grazie alle offerte dei fedeli, Infine presso la località Obici c’è la comunità di frati del primo - in ordine di tempo - dei tre Priorati dei monaci della Comunità di Saint Jean.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google