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“Vigarani”, gli architetti: «Il Comune ci ignora»

“Vigarani”, gli architetti: «Il Comune ci ignora»

L’Ordine sorpreso per la mancata consultazione con la giunta sulla palazzina «Il Comune parlava di dialogo, ma ha deciso senza sentire né noi, né la città»

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«Sorpresi, non solamente per ciò che riguarda la compatibilità del luogo rispetto al programma prefigurato e per la decisione che pare maturata senza particolari riguardi per la programmazione della Galleria Civica». Questa la reazione di stupore espressa dal Consiglio dell’Ordine degli architetti di Modena sulla bagarre intorno all’utilizzo della palazzina Vigarani, ai Giardini Ducali, per un’esposizione delle eccellenze enogastronomiche per l’Expo 2015. Dopo giorni di polemiche al calor bianco, gli architetti intervengono con i guanti di velluto e in punta di piedi criticando il Comune non tanto sulla scelta dell’uso di questo spazio - museale o non, è uno spazio monumentale, data l’importanza di questo edificio seicentesco - quanto perché si erano proposti per dare un contributo e si sentono invece tagliati fuori. Anche quando zamponi e cotechini verranno portati via.

Certamente, in questa polemica rovente nella quale si perdono i punti di riferimento, è importante ricordare la storia di questo edificio. Spiegano gli architetti: «La “Palazzina Vigarani” ai giardini Ducali costituisce un’opera di architettura seicentesca un tempo dedicata a serra, belvedere, delizia, in stretto rapporto a quelli che erano i giardini estensi, che da un impianto all’italiana a sud verso il Palazzo, si estendevano a nord con impianto all’inglese. Il Comune di Modena, alla seconda metà degli anni ’70, ne realizzò la riqualificazione per dedicarla ad ospitare mostre d’arte e architettura contemporanea in alternativa all’allora Galleria Civica di Viale Vittorio Veneto, spazio inadatto ad ospitare le espressioni di arte ed architettura contemporanee. Si ricordino, a questo proposito, le “Macchine Postmoderne” per Modena di Aldo Rossi e Paolo Portoghesi realizzate appositamente per questo spazio o le più recenti ambientazioni dell’artista giapponese Yayoi Kusama nella mostra “Metamorfosi” del 2006-2007, ma anche le mostre di scultura degli anni ’80, con l'estensione nei giardini. Tutto ciò per sottolineare la specificità di questo luogo per l’arte, nella sua espressione spaziale e ambientale contemporanea».

Detto questo, gli architetti formulano il loro stupore ricordando che «l’Ordine provinciale fin dai primi incontri promossi dall’amministrazione in merito al tema Expo, ha più volte dichiarato la piena disponibilità a portare idee e contributi, suggerendo inoltre la possibilità di coinvolgere i giovani colleghi attraverso l’organizzazione di concorsi “agili”. Tutto ciò nell'ambito di una più volte affermata disponibilità da parte dell'amministrazione comunale alla collaborazione sui temi della città in linea con il percorso di dialogo e apertura che la stessa, fin dall’inizio del mandato, ha dichiarato di voler avviare con gli Ordini e Collegi». Infine un auspicio di maggior partecipazione: Il nostro Ordine provinciale e la Fondazione Architetti rappresentano “luoghi di cultura”, in grado di sollecitare temi di attualità e dibattito. Quindi auspichiamo che la giunta, in questa fase di definizione del progetto, pronto per la fine di gennaio, sia disponibile a un confronto aperto con noi architetti e la città».

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