«I veri sconfitti sono i tennisti»
Il presidente del circolo di Pavullo: «La querelle blocca l’attività»
PAVULLO. La querelle legale che si è aperta sui campi da tennis preoccupa non poco il Circolo Tennis, che ora come ora si trova paralizzato nella sua attività sportiva. A seguito infatti della mancata riconsegna, il 31 dicembre, di impianti e strutture da parte del gestore Alberto Bellei, il Comune venerdì lo ha dichiarato occupatore abusivo diffidandolo dal porre in essere “qualunque attività di tipo gestionale”. Niente più partite dunque, finché il Comune non sarà ritornato a disporre delle strutture avviando la soluzione-ponte: una gestione interna fino all’apertura del cantiere della nuova piscina, che com’è noto comporterà la distruzione dei campi in terra rossa e la creazione di nuovi in sintetico nell’area dove ora c’è la vecchia. Uno stallo per cui il nuovo presidente del Circolo, l’architetto Giuseppe Lipparini, esprime forte preoccupazione: «Quel che è accaduto – osserva – è estremamente grave, perché blocca ogni attività. È un fatto senza precedenti che va a complicare un momento già di per sé non facile. Io non so con quali motivazioni Bellei abbia preso una decisione del genere, ma se crede che siano stati lesi dei suoi diritti, deve far valere le sue ragioni in modo diverso. Come presidente, non posso che auspicare che questa situazione si risolva al più presto». Il quadro insomma è quantomai problematico, andando ad aggiungere incognite al progetto-piscina. Un piano che il Circolo avrebbe voluto diverso per salvare i campi in terra rossa, ma ora che il bando è stato lanciato si cerca soprattutto di guardare al domani: «L’opzione migliore secondo noi era rifare la piscina sull’esistente – ricorda Lipparini – ma il Comune ha ribadito le sue ragioni tecnico-normative. Il sindaco ci ha garantito la realizzazione di tre nuovi campi non polivalenti ma specifici per il tennis, in sintetico. La cosa fondamentale è che i lavori della piscina procedano senza fermare l’attività». Certo che a Lipparini è arrivata una presidenza di Circolo in un momento di certo non facile: «In giro mi sento dire: ‘Ti hanno dato una bella gatta da pelare’. Ma trovo anche tanta solidarietà. Pensavo fosse più adatto un giovane, ma è andata così. L’importante ora è andare avanti».
Daniele Montanari
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