Il ragazzo di Mirandola: «Ho salvato Libero, ma non sono un eroe»
Il 13enne Jonathan racconta come ha salvato un anziano nel giro del “buon anno” e auspica che l'uomo torni presto a casa
MIRANDOLA. Jonathan ha 13 anni, frequenta la terza media delle scuole Montanari e vive a Cividale. È un ragazzo che ha alle spalle una famiglia unita, ancora legata alle tradizioni e al rispetto per gli altri e proprio tradizioni ed educazione sono gli ingredienti giusti per raccontare la sua storia. Jonathan ha un conoscente speciale, si chiama Libero e vive a pochi passi dalla sua abitazione. Libero ha 80 anni, è malato, abita solo, ma ha un cuore grande così. Ogni tanto fa qualcosa da mangiare per il ragazzino e la sua famiglia, come era accaduto la sera del 30 dicembre. «Ci aveva dato una pentola di una sua specialità - ricorda il 13enne - mi aveva detto di passare a fare gli auguri il 1 gennaio e che mi avrebbe dato un panettone o una bottiglia di vino per brindare in casa».
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E Jonathan, preciso e puntuale, a Capodanno si presenta a casa dell’anziano amico. Ha con sé la pentola pulita, ma ha anche tanta voglia di suonare ai campanelli dei vicini per mettersi in tasca qualche soldino dato di mancia, come prevede la tradizione, a tutti quei giovani che vanno per case ad augurare il “buon anno”.
Ma Libero non risponde. Jonathan prima si affaccia alla finestra («Lo faccio sempre, se vedo che è indaffarato lascio stare e torno dopo») e non lo vede, allora suona al campanello. Nessuna risposta.
«Mi sembrava strano non potesse essere in casa - continua il giovanotto - e quindi ho riguardato di nuovo dalla finestra. Solo in quel momento mi sono accorto che Libero era sdraiato a terra. Sapevo che in passato aveva avuto qualche problema di salute, ma vederlo lì, immobile e senza alcun movimento mi ha choccato. In un attimo ho ripensato a tutte le volte che l’ho aiutato nel fare qualche lavoretto domestico al suo fianco e che comunque avrei dovuto intervenire subito».
Jonathan corre dai vicini di casa e dà l’allarme. Scattano i soccorsi, arrivano ambulanza e vigili del fuoco di San Felice. Libero è ormai appeso ad un filo, viene portato all’ospedale di Mirandola e poi indirizzato a Baggiovara per un ictus. Lo trattano e ora è ricoverato in terapia intensiva a Carpi.
«Vorrei solo che Libero stesse meglio - aggiunge Jonathan - Mi auguro che torni a casa presto perché non può finire così. Io non mi sento un eroe, ho fatto soltanto una cosa normale. Dai Libero, torna».
Francesco Dondi
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