Gazzetta di Modena

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Veleni privati e vizi pubblici

Enrico Grazioli

 Perché la macchina privata del fango messa disgraziatamente in azione dal colonnello Giordano ha un interesse pubblico? Perché una pochade amorosa ha titolo di stare sulle pagine...

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Perché la macchina privata del fango messa disgraziatamente in azione dal colonnello Giordano ha un interesse pubblico? Perché una pochade amorosa ha titolo di stare sulle pagine dei giornali con ragioni che vanno al di là dell’inevitabile prurito curioso che il gossip suscita? Semplice: perché se la sua disperazione di amante abbandonato attiene a una sfera intima (che egli stesso e solo lui ha deciso di violare e in modo così volgare), i contenuti delle lettere all’amata pubblicate e poi tolte da Facebook non hanno a che fare solo con le miserie degli amori, piccoli o grandi essi siano, inopinatamente finiti. L’ex comandante della Guardia di Finanza adombra comportamenti fuori legge da parte di un’azienda non di secondo piano nell’economia e anche nell’immaginario locale: una delle firme che contribuiscono da anni a definire il brand Modena e anche il suo (vero o presunto) lifestyle.

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Se calunnia, lo dirà l’inchiesta che seguirà le denunce piovute sul suo capo insieme a quelle per un’imperdonabile violazione della privacy. Ma quelle parole inquietano perché lasciano un’ombra più grande: che l’intera attività di un corpo fondamentale dell’ordine pubblico, di un presidio insostituibile della legalità sul fronte delle attività economiche sia stata per anni in questa provincia viziata da occhi di riguardo o da occhi distratti, troppo presi a rimirare altro... No, non è Francesca, che nel suo vivere sentimento ed eros può fare liberamente ciò che vuole, il corpo discinto del reato. Non è lei il cuore dell’attenzione pubblica, ma chi doveva essere, nel suo lavoro al nostro servizio, al di sopra di ogni sospetto e debolezza, un garante della legge: una moglie di Cesare e non ciò che traspare da quelle lettere cariche di risentimento ma incoscienti del ruolo rivestito per anni in una comunità prima di essere spedito altrove perché forse, finalmente, qualcuno qualcosa aveva compreso

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. La battaglia legale dovrà aiutarci a comprendere soprattutto questo: se e come le esuberanze private si sono trasformate in vizi pubblici, se il danno personale oggi inferto a qualcuno sia stato preceduto o meno da un danno alla comunità. In questo caso, non chiedete a chi informa la compassione o il silenzio.

@engraz

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