Gazzetta di Modena

Modena

carpi

Festa musulmana: condanna a terroristi e “recinto” per donne

di Serena Arbizzi
Festa musulmana: condanna a terroristi e “recinto” per donne

Sono i due elementi salienti del convegno al circolo Graziosi poi centinaia di fedeli in corteo lungo le vie cittadine

2 MINUTI DI LETTURA





Oltre ottocento musulmani, sciiti e sunniti, si sono dati appuntamento ieri per commemorare il Milad Jalus, ovvero la nascita del profeta Maometto, al circolo Graziosi di via Sigonio con un incontro articolato prima in un convegno e successivamente in un corteo.

La grande sala che ha ospitato le celebrazioni, organizzate dall’associazione Minhaj Al Quran, era suddivisa in due parti. Da un lato c’erano le donne, alcune decine, vestite a festa con abiti tradizionali coloratissimi e confinate in uno spazio separato mediante un pannello di tessuto bianco. Nell’altra parte della sala si trovavano invece gli uomini, presenti in grande numero. Sul palco, l’imam della moschea di via Unione Sovietica Mashadi Ulham Mustafa ha spiegato le ragioni che stanno alla base della celebrazione e ha lanciato a gran voce anatemi contro i terroristi che, in nome dell’Islam, compiono stragi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10611014:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/01/05/fotogalleria/natale-di-maometto-islamici-in-festa-e-donne-nel-recinto-1.10611014]]

La celebrazione si è svolta in lingua araba e, mentre venivano illustrati i concetti cardine dell’Islam, l’imam è stato interrotto a più riprese da qualcuno che tra il pubblico rilanciava quanto appena illustrato sul palco, invocando la grandezza di Allah.

Il convegno è durato un paio d’ore ed è culminato con un momento di preghiera. Poi si è formato il corteo davanti al circolo Graziosi. Una lunghissima serpentina si è snodata lungo via Sigonio, per passare poi attraverso le vie Alghisi e Dallai, davanti alla stazione dei treni, approdando in centro storico tramite corso Cabassi, davanti agli occhi increduli di chi assisteva. Il corteo è poi culminato in piazza Martiri, dove le centinaia di partecipanti si sono a poco a poco diradate, allontanandosi per le vie della città. Al corteo ha partecipato anche l’ospite d’onore della celebrazione, proveniente da Oslo, capitale della Norvegia. Si tratta di Mohamed Iqbal, di origine pakistana.

«Abbiamo inteso con questa manifestazione ribadire ancora una volta che i terroristi che compiono massacri non sono veri musulmani – hanno spiegato l’imam Mashadi Ulham Mustafa e Mohamed Iqbal – L’Islam è una religione di pace e noi veniamo in pace e gentilezza. Chi ha compiuto il massacro nella scuola di Peshawar, in Pakistan, o tutti gli altri talebani che uccidono nel nome di Dio non hanno la benedizione dell’Islam».

Shahzad Aqdus, segretario dell’associazione Minhaj Al Quran, aggiunge che l’Islam, «addirittura insegna che non si possono ammazzare nemmeno gli animali». Perché le donne sono separate dagli uomini? «Noi rispettiamo le donne e vogliamo che nessuno le tocchi perché sono per noi molto importanti» risponde Aqdus.

Al Milad Jalus hanno preso parte musulmani provenienti soprattutto da Carpi, ma anche da altri paesi vicini, come Correggio.

Per presidiare la zona e garantire la sicurezza è sceso in campo un consistente nucleo di forze dell’ordine tra polizia, carabinieri e vigili urbani.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google