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FERROVIA E DUE RUOTE

Sul treno con la bici: la Fiab contro il salasso

di Serena Arbizzi
Sul treno con la bici: la Fiab contro il salasso

Ai pendolari arriva a costare 700 euro l’anno. L’associazione: ci siamo attivati con Trenitalia e Regione

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La cancellazione dell'abbonamento ferroviario per chi viaggia con la bicicletta ha scatenato un putiferio, ma per adesso non pare profilarsi alcuna soluzione al problema. La questione è stata sollevata da Sara Poluzzi, manager che ha sottolineato come la cancellazione dell’abbonamento e il conseguente acquisto di un biglietto da 3,50 euro al giorno per portare la bici in treno, le faccia spendere ben settecento euro in più rispetto a prima.

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Sul tema interviene la Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta onlus, che, dopo avere constatato la poca chiarezza nella distribuzione delle competenze tra Fs e Regione, sottolinea come la stessa Federazione si sia attivata una volta venuta a conoscenza della soppressione dell’abbonamento annuale. “Il tema bici+treno è molto caro a Fiab e fin dal primo agosto 2014, venuti a conoscenza della soppressione dell'abbonamento annuale, ci siamo attivati inviando una richiesta di chiarimento al Gestore del servizio e agli uffici della Regione Emilia Romagna. – scrive Giacomo Scognamillo, consigliere nazionale Fiab - Ma in questi mesi non siamo rimasti a guardare il disagio di chi pedala ogni giorno e la questione è stata più e più volte portata all'attenzione di Trenitalia. La ristrutturazione del sistema informatico di rilascio biglietti attualmente non permette più l'emissione dei biglietti manuali e non prevede più molte delle convenzioni in essere. Questo, purtroppo, porterà a rivedere tutti gli accordi regionali in essere con le conseguenze che abbiamo visto accadere in Emilia Romagna in questi giorni. L'intermodalità sta quindi subendo un duro colpo, ma nessuno in Fiab vuole rinunciare agli obiettivi che ci siamo dati. Nessuno in Fiab pensa, infatti, che la bici pieghevole (trasportabile su treno senza bisogno di supplemento) sia la soluzione definitiva al problema ma, nella quasi totalità delle regioni in cui non esiste l’abbonamento, rappresenta concretamente uno strumento che può essere utile ai pendolari. Intanto, mentre continuiamo a sollecitare Trenitalia e le Amministrazioni Regionali, abbiamo iniziato un percorso che culminerà con un convegno che abbiamo in calendario per febbraio proprio sull’intermodalità sicuri di far chiarezza e sensibilizzare su questo tema a noi molto caro» conclude Scognamillo.

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