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CAmpogalliano. la grande azienda di trasporti

Transmec investe in tecnologie

Transmec investe in tecnologie

Un impegno di 2,5 milioni di euro per la nuova linea di stoccaggio

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L’azienda di trasporti internazionali Transmec Group ha presentato ufficialmente la nuova linea di stoccaggio e smistamento nell’impianto logistico di Campogalliano. All’evento, presentato da Danilo Montecchi e Giorgio Maggiali, hanno partecipato clienti, partner e rappresentanti della stampa oltre che Valter Caiumi, presidente di Confindustria Modena.

Si tratta di un investimento tecnologico di circa 2 milioni e mezzo di euro.

«Questo impianto - dice una nota dell'azienda di Campogalliano - ci è stato fornito da Incas ed è stato costruito con una struttura estremamente flessibile, capace di reagire velocemente a picchi di richieste oltre che evolversi rapidamente in base alle nuove esigenze; oltre a ciò, è stato progettato per uno sviluppo futuro in cui si arrivi a gestire oltre 200mila referenze al giorno».

Le notevoli dimensioni del Gruppo Transmec di Campogalliano si deducono da numeri significativi quali un fatturato che si aggira sui 400 milioni di euro, un migliaio di dipendenti diretti, una quarantina di uffici e di sedi che si trovano in tutto il mondo.

Il Gruppo Transmec ha le proprie radici nel settore dei trasporti (tramite un biroccio a cavalli) grazie all’azienda creata dal capostipite nel lontano 1858. Da allora l’impresa, sempre di proprietà della famiglia Montecchi, ha evoluto la propria offerta sino alla realtà attuale, un Gruppo di aziende presenti in tutto il mondo ma con il quartier generale radicato a Campogalliano.

Il Gruppo Transmec propone servizi di trasporto via mare, gomma, ferro e aria, anche in modalità intermodale. E ancora servizi logistici avanzati, personalizzati e ad alto valore aggiunto in tutti i principali comparti manifatturieri e distributivi. «Negli ultimi anni, di fronte alla crisi economica - ha affermato il titolare Danilo Montecchi - abbiamo cercato di mantenere la manodopera. La nostra è un'azienda che offre servizi, non potremmo distinguerci da altri se non con il valore che offre una manodopera specializzata. Non abbiamo licenziato e non siamo ricorsi a cassa integrazione, nonostante avessimo subito un calo del 25-30 per cento. Abbiamo mantenuto la calma e colto le opportunità che venivano a presentarsi sul mercato, specie nell'export».

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