Arrestata per rapina, così evita lo sfratto
Serramazzoni. Donna aggredisce e ferisce due negozianti, ottiene i domiciliari. Ora può restare a casa
SERRAMAZZONI. Hai lo sfratto da casa? Commetti una rapina, ottieni dalla benevolenza del giudice gli arresti domiciliari e il problema è risolto.
Non possiamo sapere cosa pensasse davvero Luisella, la 40enne di San Dalmazio arrestata domenica mattina dai carabinieri in via Piazza. Ma nei fatti e ad oggi, questo sembra essere il risultato concreto della sua ultima impresa.
Ultima, perchè questa donna disoccupata e problematica che San Dalmazio ha ereditato da Fiorano non è nuova a certe sortite. Lo scorso anno era stata inseguita ed arrestata con il suo compagno di allora per avere rubato l’auto ad un noto ristoratore, in pieno centro a Serra capoluogo. Anche quella volta, pendente lo sfratto perchè non paga l’affitto da tempo immemore e rappresenta un problema serio di convivenza con i proprietari del suo alloggio, che le abitano sopra, aveva ottenuto dal giudice una misura analoga. Tanto che l’altro giudice dello sfratto ( a San Dalmazio c’è spesso un problema di univocità dei giudici...) poi, le aveva concesso di restare a casa, rinviando l’esecuzione dello sfratto. Esecuzione che avrebbe dovuto essere eseguita proprio tra pochissimi giorni. Ma i problemi erano proseguiti. Il nuovo compagno (l’altro è in carcere...) ha già affrontato con un coltello in pugno un giovane del posto, che si è impietosito o impaurito, rinunciando alla denuncia. Senza un lavoro, senza un soldo, Luisella così è da tempo che si presenta nei locali del paese, a chiedere - o pretendere - cibo e mercanzia.
Una decina di giorni fa un noto ristoratore di San Dalmazio si è recato in Comune, chiedendo di parlare con il sindaco. Ha spiegato che voleva chiarire la “questione Luisella”, a nome della comunità di San Dalmazio, e non ha più ottenuto udienza. Non ancora, almeno.
Così Luisella, che non sta a guardare, domenica alle 12.15 è entrata nella bottega dell’ Ester, in paese. Voleva birre e vino. Li ha presi, ma quando la titolare le ha chiesto di pagare ha dapprima sventolato un libretto postale, poi ha inveito e ha fatto per andarsene. L’anziana mamma della titolare avrebbe voluto recuperare la merce ma si è trovata dapprima un libro scagliato in faccia, poi al pronto soccorso con una tumefazione all’occhio, con dieci giorni di prognosi. È intervenuto il figlio ed è stato spintonato e malmenato (tre giorni di riposo prescriti in ospedale). Alla fine è intervenuta Ester, è riuscita a chiudersi fuori dal negozio con la “cliente”, dove ha rimediato ingiurie e sputi a volontà. Fino all’arrivo dei carabinieri. Caso risolto? Affatto. Condannata per direttisisma a 1 anno e 8 mesi di reclusione, Luisella ieri è tornata a casa. «Ma qui abbiamo paura, anche per i bambini - dicono in paese - Ignorare il problema non è risolverlo». (a.setti)
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