«Io mi sarei alzata e me ne sarei andata»
L’assessore Gasparini: «Situazione inaccettabile, non si può ignorare un’immagine di quel genere»
«Io non avrei accettato che le donne fossero separate dagli uomini e avrei meditato di alzarmi e andare via». Ha le idee chiare l’assessore alle pari opportunità del Comune di Carpi, Stefania Gasparini e parla di festa rovinata per il trattamento riservato alle donne durante le celebrazioni della nascita di Maometto domenica pomeriggio. Da un lato, infatti, è possibile esprimere apprezzamento per la condanna al terrorismo che più volte sia l’imam, sia più partecipanti fra il pubblico, hanno espresso a gran voce. D’altra parte non si può passare sopra al colpo d’occhio offerto dagli abiti coloratissimi delle decine donne, confinate entro una serie di pannelli bianchi, accanto al resto della sala, dove si sono seduti gli uomini. «Da una lato sono molto contenta che loro per primi si schierino contro il terrorismo – afferma Gasparini – dall’altra sono molt dispiaciuta che, ad oggi, si debba ancora fare i conti con situazioni come queste, dove le donne sono segregati nei momenti di festa più importanti. Credo che sia un passaggio molto importante che la loro cultura e religione dovrà affrontare, quello di avere donne più libere. Vedere che la componente femminile del grande gruppo era sistemata dietro ad un pannello mi sembra un gesto discriminatorio. Guardando la questione dal punto di vista occidentale, si tratta di una sconfitta e fa male. La speranza che nutro per il futuro è che ci possano essere altri momenti in cui uomini e donne stiano insieme, nello stesso luogo, liberamente, senza separazione. Domenica non avrei accettato la cosa, da donna, e da assessora alle pari opportunità. Avrei pensato di andare via» conclude Gasparini. Sul piede di guerra è poi Argio Alboresi, segretario cittadino Lega nord. «Si sapeva già da quando a Carpi hanno iniziato a svolgersi queste manifestazioni che si sarebbe degenerati verso episodi del genere – commenta Alboresi – da quando il Comune ha autorizzato il primo corteo in piazza Martiri, qualche anno fa, questa gente chiede sempre di più. Pagheremo tutti per questa apertura. Pagheremo questa falsa democrazia e lassismo». Anche alcuni consiglieri comunali scendono in campo contro la divisione fatta durante la festa per la nascita di Maometto. «Il Graziosi sta diventando una moschea con annesso ristorante, non è la prima volta che questi circoli, di ispirazione Pd scelgono di sostenere manifestazioni simili a quella che si è svolta domenica pomeriggio – afferma Roberto Benatti, consigliere comunale di Forza Italia – non si possono tollerare suddivisioni simili di una sala che ospita una celebrazione. Serve fissare regole chiare che valgano per tutti e vengano rispettate, perché non si possono concedere margini di apertura a chi, per primo, non è disponibile ad adeguarsi, nei fatti, alle regole del mondo occidentale, malgrado quanto affermi a parole…»
Serena Arbizzi
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