«Quegli uomini sono i veri razzisti»
Souad Sbai, ex-parlamentare Pdl, è indignata. Più cauti i commenti dal mondo femminista e di sinistra
La foto delle donne “recintate” in occasione di una cerimonia islamica, accuratamente tenute separate dagli uomini, è di quelle che colpiscono gli italiani e in particolar modo dovrebbero far sollevare chi si batte per la parità di genere.
Invece, a sorpresa, proprio da chi è in prima linea nelle campagna contro i femminicidi e i diritti calpestati delle donne arrivano distinguo e inviti a calarsi nel contesto culturale e religioso di queste popolazioni, prima di giudicare.
È il caso di Caterina Liotti, consigliere Pd e per anni presidente del Centro Documentazione Donna «Indubbiamente la foto è di quelle che colpisce e per noi è un qualcosa di inaccettabile. - commenta - Del resto però la separazione dei sessi, in occasioni religiose non è nuova. Avviene anche in occasione di funzioni religiose per gli ebrei, è accaduto in passato anche per la chiesa cattolica. Occorre calarsi nel contesto di tipo religioso in cui il tutto avviene, ma credo sia più importante lavorare affinchè nella vita di tutti i giorni ci sia il rispetto della libertà individuale e dei diritti della persona e della donna. In tal senso nel mondo islamico, sta avanzando non senza difficoltà il movimento femminista musulmano impegnato in una reinterpretazione corretta del Corano rispetto al ruolo delle donne. Credo che presto arriveranno i primi risultati».
In un tweet il consigliere Pd Giulia Morini si astiene «Non mi convince la separazione dei generi in occasioni religiose - scrive - (anche Muro del Pianto ebrei o chiese in passato) ma da laica non giudico. E comunque prima abbattiamo concretamente recinti socio-culturali tra generi e etnie, poi possiamo scandalizzarci dei rituali religiosi».
Anche secondo Tamara Calzolari responsabile delle pari opportunità della Cgil «occorre rispettare le diversità culturali. - spiega - È difficile esprimere giudizi fuori dal contesto. Per loro questo è la normalità. È chiaro che il nostro auspicio sia che questa tipo di segregazione venga superato».
Chi invece si indigna e parla di un chiaro e lampante esempio degli errori che «una certa integrazione all’italiana sta facendo sedimentare» è l’ex-deputata Pdl Souad Sbai. «Io di quella foto e di quello che rappresenta non posso che pensare tutto il male possibile - tuona - È inaccettabile che le donne vengano considerate come ai tempi dell’età della pietra. Il permettere tutto questo non sa certo di integrazione, ma rappresenta una deviazione fortissima verso l’integralismo. Un estremismo selvaggio sulla pelle delle donne. E tutto ciò altro non è che il frutto di integrazioni buoniste e relativiste. Il vero razzismo non è di chi si indigna per queste tradizioni che nulla hanno a che vedere con noi, i veri razzisti sono quegli uomini che mettono le donne in quelle condizioni».
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