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il caso

Siria e spionaggio: Elisa Fangareggi querela

di Carlo Gregori
Siria e spionaggio: Elisa Fangareggi querela

La presidente di Time4Life: «Menzogne e manipolazioni da due siti, mettono in pericolo chi lavora là»

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«Non posso più sopportare queste menzogne. Non solo perché infangano me personalmente e l’associazione umanitaria che presiedo, Time4Life, ma perché mettono in grave pericolo chi lavora con noi in quelle zone. Perciò ho dato mandato per denunciare per diffamazione sia la testata internet che ha pubblicato la notizia, “Aurora”, sia il quotidiano online “ImolaOggi” che l’ha riproposta con grande risalto l’altro giorno, sull’onda della vicenda di Greta e Vanessa, le volontarie rapite in Siria».

Elisa Fagareggi, la modenese da anni al centro di una instancabile attività umanitaria per i profughi siriani (ma anche per i più deboli in Nicaragua. Romania e Ucraina), parla con fermezza dell’articolo che l’altro giorno ha avuto grande diffusione su Facebook nel quale è stata accusata di essere una spia della Nato: un agente segreto che con la scusa di aiutare i profughi nei campi al confine turco permette di infiltrare gruppi di ribelli armati. E per dimostrare la sua attività sotto copertura, nell’articolo erano pubblicate delle foto che la comprometterebbero: Elisa è ritratta con pezzi grossi legati alla Nato.

L’articolo, senza firma, è stato pubblicato in autunno su “Aurora”, una delle tante testate che tra articoli di geopolitica e di analisi politica internazionale presenta “polpettoni” spionistici che fanno il gioco delle intelligence che li promuovono. L’articolo prendeva le mosse dal caso dalle due volontarie rapite in Siria presentandole come figure compiacenti con i ribelli islamici. Ma c’è n’era anche per Elisa, presentata in maniera livorosa come una spia a capo di un’ «ambigua associazione». Si legge infatti: «Sulle operazioni dei servizi segreti italiani contro la Siria va rilevata un’altra organizzazione filo-taqfirista che s’infiltra in Siria sotto mentite spoglie umanitarie: l’ong Time4life, che, guarda caso, ha una base operativa in Turchia, a Kilis nel paese da cui s’infiltrano migliaia di squadroni della morte taqfiristi per devastare la Siria e danneggiare il suo popolo». Il resoconto, tra analisi ipotesi e congetture non provate, facendo nome e cognome di Elisa Fangareggi spiega che la sua attività è solo una copertura per la Nato: «Come al solito, anche tali “cooperanti” operano tranquillamente in un territorio controllato dai servizi segreti della Nato, italiani, turchi, qatarioti e le varie organizzazioni terroristiche islamiste. Ma questo non è un caso, poiché (...) è l’ennesima copertura atlantista per interferire negli affari interni della Siria». A riprova ci sono le foto di un party con personalità legate alla Nato. «Le foto sono vere ma sono state totalmente manipolate - spiega la Fangareggi - sono state pubblicate sul sito della Scuola di diritto internazionale umanitario. Ho seguito uno stage di 4 giorni a Sanremo e nelle foto sono con i miei docenti. Altro che incontri di spionaggio! Non mi piace querelare i giornali, ma devo difendere il nostro onore e la nostra sicurezza».

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