Torna in carcere dopo 14 anni
Nonantola. Arrestato dalla Mobile un 44enne alla fine di un lungo processo
NONANTOLA. Quattordici anni per completare un processo per un reato legato al traffico di sostanze stupefacenti. Tanto è durato il percorso giudiziario intrapreso da un nigeriano, arrestato sabato dalla squadra Mobile della polizia di Modena. Gli agenti, dopo una serie di appostamenti, lo hanno bloccato a casa di alcuni conoscenti presso cui alloggiava in paese. Amici che non erano a conoscenza dei suoi guai con la giustizia e che di fatto non hanno alcun ruolo operativo in una vicenda che prende le mossa nel 2000.
In quel periodo Joseph Akpagidelem aveva imboccato la strada della criminalità organizzata che ruota intorno allo smercio e allo spaccio delle sostanze stupefacenti. Era ben inserito in un traffico che andava da Modena fino a Pero, paesone alle porte dell’hinterland milanese. Poi arrivò l’operazione anti-spaccio che mise fine alla sua carriera operativa nel settore narcotici. Finì in carcere per i primi tempi e a seguire intraprese l’infinito percorso giudiziario. Ben tre gradi di giudizio, dal processo in tribunale, passando per l’Appello e chiudendo con la Cassazione. Si è evidentemente sempre sentito innocente, o almeno così ha provato a far credere ai vari giudici che hanno vagliato la sua posizione. Ma nessuno gli ha creduto. Era stato condannato inizialmente a cinque anni e quattro mesi di carcere, una pena che anche la corte d’Appello aveva confermato in toto. Lui non ha voluto sentire ragioni ed è arrivato fino all’ultimo grado di giudizio, che si è pronunciato definitivamente il 27 novembre 2014. E di nuovo la pena è stata confermata, passando in giudicato.
Da quel momento Joseph risultava latitante, doveva infatti tornare in carcere per espiare gli ultimi 64 mesi che gli restano da scontare. Nel frattempo non si era allontanato più di tanto dalla terra geminiana, che in tutti questi anni è stata la sua base d’appoggio. Aveva trovato ospitalità dagli amici a Nonantola e lì la sua presenza era stata segnalata da tempo alla squadra Mobile, che una volta informata dell’ordine di carcerazione ha attivato i servizi operativi.
Gli agenti hanno prima controllato che la “dritta” fosse corretta poi hanno tentato una prima volta di arrestarlo: il nigeriano era però irreperibile. Non hanno mollato e sono di nuovo tornati in azione sabato, facendo centro. Ora l’uomo è in carcere al Sant’Anna di Modena, dove resterà per diversi anni. (f.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google